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Category “Lu si racconta”

San Valentino / Saint Valentin

martedì, 14 febbraio, 2012

Una delle peggiori serate della mia vita. Cena. Di fronte a me un uomo sulla quarantina che, invece di parlare con noi a tavola, passa tutta la serata a chiacchierare con delle ventenni a un altro tavolo e per finire regala una rosa a tutte le ragazze del ristorante e se ne va. Io, con una classe che solo un’italiana avrebbe potuto avere, finisco il mio dessert, saluto tutti e mi dirigo con la mia rosa in mano verso il tavolo delle ventenni. E dico: «Scusate, c’era un signore qui che ha chiacchierato tutta sera con voi, vero? Bene, potete rendergli la sua rosa? Perché nella mia vita non ho mai incontrato una persona più maleducata.». Le ragazze non hanno nemmeno avuto la prontezza di spirito di ribattere e me ne sono andata.

A te, uomo misterioso, ti ringrazio. Per avermi fatto passare il peggior San Valentino della mia vita.

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Une des pires soirée de ma vie. Dîner. En face de moi un homme de 40 ans, je dirais, qui à la place de bavarder avec nous à table, il a passé toute la soirée bavarder à une autre table pleine de filles de 20 ans et pour finir… il a donné une rose à toutes les filles du résto et puis il est parti. Moi, avec une classe que juste une italienne pourrait avoir, j’ai terminé mon dessert, salué tout le monde et je me suis dirigée à la table des filles de 20 ans avec la rose entre mes mains. Et j’ai dit : « Excusez-moi, il y avait un monsieur qui a bavardé avec vous toute la soirée, vrai ? Bien, est-ce que vous pouvez lui rendre sa rose? Parce que dans ma vie je n’ai jamais rencontré quelqu’un de plus malpoli. ». Elles n’ont même pas eu le courage de me répondre et je suis partie.

À toi, homme mystérieux, je te remercie pour m’avoir fait passer le pire Saint Valentin de ma vie.

« Mon cœur »

mercoledì, 17 agosto, 2011

Lo so, avevo detto che non ti scrivevo più, però, tecnicamente non ti sto scrivendo, perché tanto tu non leggi quello che scrivo qui e soprattutto non in un lingua che non capisci. Ormai ho esaurito le parole per dirti quanto ti amo, anche se sembra che non sia mai abbastanza. Ridarti la tua libertà è il gesto d'amore più grande che abbia mai fatto per te. Oggi qualcuno mi ha detto: «Ma in questi sei mesi, ti ha mai amata davvero?». E mi è venuto da sorridere, perché penso che pochi siano stati amati come tu hai amato me. «Ma non vi vedevate mai!» ed è vero, ma con te le distanze non mi sono mai importate. Hanno iniziato a diventare importanti ora, che non stiamo più insieme, che le nostre telefonate sono colme dei tuoi silenzi, così rumorosi che cerco di metterli a tacere con i miei monologhi sul mio quotidiano. Ma in fondo non è difficile farlo, sono una scrittrice e ho sempre qualcosa da dire e da raccontare per riempire i "vuoti".
La tua agognata libertà. Che tu dici sarà quello che forse un giorno ti farà tornare da me, è anche quello che mi farà allontanare per sempre da te. Solo che questo non ho il coraggio di dirtelo, perché so che ti spezzerebbe il cuore. Mentre ill mio, ormai, è già spezzato, in realtà.
Oggi è una settimana che non sento la tua voce. Credevo che non sarei mai riuscita a restare sette giorni senza parlarti e invece, mentre io mi innamoravo ogni giorno di più, tu ti allontanavi.
Ho ripensato a quando mi dicesti che ero la prima ragazza che sopportava la tua gelosia senza battere ciglio. Ricordi cosa ti ho risposto? Che non mi importava, anzi, mi faceva piacere, perché per la prima volta qualcuno si interessava a me a tal punto da esserne geloso. E mi ricordo anche quanto ti sei arrabbiato quando io ti ho detto che non lo ero! E che era più facile mi venisse un attacco di panico, piuttosto che tu mi vedessi urlare dietro ad un ragazzo.
Stasera, però, non siamo soli, e forse chi ci legge non si può rendere conto di quali erano i nostri sentimenti, allora vediamo un po' di spiegarglielo in una maniera in cui possano capire…
C'era una volta una ragazza che non conosceva una parola della lingua del paese in cui viveva, e una sera un ragazzo, decise di bearsi della sua compagnia, incurante del fatto che lei capisse una frase su cinque. Con panzienza, per mesi e mesi, le spiega l'amore e quando lei è così intimorita da non riuscire più ad andare avanti, lui la sprona, la prende per mano, l'accompagna nell'intimità di una sessualità straniera per la prima volta. Probabilmente nessuno può rendersi conto di quanto questo possa essere frustrante o forse lo era solo per me, perché le parole per me sono così importanti e non averle è come una mutilazione.
E so che ti arrabbi quando dico che con nessun altro potrà mai essere così, però è la verità, perché di prima volta ce n'è una sola e quello che è già stato scoperto, non potrà mai essere esplorato di nuovo.

Ovunque tu sia, ti auguro che tu sia felice e spero che, la tua tanto desiderata libertà, sia valsa il prezzo di perdere l'unica ragazza al mondo che, per il resto della sua vita, penserà a te ogni volta che dirà « mon cœur » ad un altro…

È tardi

sabato, 13 agosto, 2011

«Ciao, piccola. Entra.» disse abbracciandola, mentre lei era sulla soglia in lacrime.
«Non volevo disturbarti…lo so che è tardi».
«Non disturbi mai».
«Gli ho detto quello che pensavo.»
«Beh, diciamo che…più che detto, l'hai urlato e…»
«… e mi hanno sentito tutti, lo so! Oddio, vorrei sprofondare!» disse levandosi il cappotto e coprendosi il viso con le mani mentre si accasciava sul divano.
Lui le diede un bacio sulla fronte.
«Ieri…ieri leggevo un sito assurdo su internet, non pensavo nemmeno esistessero dei siti per delle cose del genere, insomma… era sul…"mal d'amore"! Lo so, sono patetica.»
«Non sei patetica. Sei solo innamorata.»
«…e dicevano che "il più grande amore è quello che ancora sta aspettando". Devo aspettarlo?»
«Tu cosa vuoi fare?»
«Ok, mi sono resa conto che sono dipendente da lui. E che non va bene, ecc. Ma aspettare, torturandomi so cosa sta facendo ora…non mi sembra nemmeno questa una soluzione!»
«E tu non torturarti, no? Gli avevi detto che ti saresti concentrata su di te, sui tuoi progetti. Perchè non lo stai facendo? Perché ti preoccupi sempre di lui? Di cosa fa, di dove è, di CON chi è? Non sono più affari tuoi. E se vuoi la mia opinione, non lo erano anche prima. Una persona se ti ama, condivide. Il problema è "se ti ama", qui. E mi sembra altrettanto evidente che, se lo sapesse, non vi saresti presi un periodo di pausa.»
«Anche il sito per patetici lo diceva.»
«Bene, allora inizia a fare la lista di cosa devi fare domani!»
«Andare a pagare l'assicurazione sulla casa…passare in farmacia…cambiare una borsa…andare a far la spesa…scrivere un articolo…la tesi…»
«Mi sembra che di cose da fare tu ne abbia.»
«Sì, ma…non con lui.»
«Tanto non potresti comunque farle con lui.»
«Uffa, ok, ok.»
«Facciamo così. Per stasera dormi qui con me, per domani…si vedrà»
«Ok… grazie.»

Al mattino

lunedì, 6 dicembre, 2010

Lo guardo dormire. Non riesco a credere che sia qui con me, finalmente. È così bello da sembrare irreale. La luce disegna strani contorni sulla sua pelle.
Ho fatto pace con lui dopo un tempo che sembrava infinito. Quante cose sono cambiate.
Ora è qui, accanto me.
La sveglia non è ancora suonata, ma io non riesco a trattenere l'emozione.
Tra poco andrò a lavoro e ci rivedremo solo stasera. Mi sembra un'eternità.
Ho tante cose da digli, troppe. Come faccio?
«Ehi…» disse mentre i suoi occhi brillanti mi guardavano.
«Ehi» risposi.
«Sei già sveglia.». Adoro mentre si stropiccia gli occhi dal sonno.
«Zì.»
«E cosa facevi?»
«Ti guardavo.»
«Lo so, sono irresistibile.»
«Scemo.»
«Però è vero.»
«Forse…»
«Scopriamolo subito…». Mi avvolse in uno dei suoi lunghi abbracci e io mi persi completamente in lui.

Un bacio prima di uscire e un «Ci sentiamo per pranzo?»
«E se ti passo a prendere?»
«E dove mi porti?»
«Dove ti sei innamorata di me.»
«Interessante, due ore per fare 3.000 km?»
«Shhh. Tu ti innamori di nuovo di me ogni volta che usciamo assieme.». È vero.
«Come sei sicuro di te, oggi?»
«Lo sono sempre. Ho te.Non ho più paura di niente.»

Io e te

lunedì, 6 dicembre, 2010

«Ciao!»
«Ciao, come va?»
«Così, così. Mi sei mancato.»
«Anche tu mi sei mancata. Mi manchi sempre, lo sai. Quanto tempo è passato?»
«Dall'ultima volta io, te, il vento tra i capelli e un bicchiere di vino?»
«Già. 4 anni?»
«Forse. Forse meno. In realtà io ti ho scritto. Non spesso come un tempo, lo so.»
«Lo so. Leggo sempre le tue lettere. Non hai perso il tuo tocco.»
«Non farmi arrossire.»
«Mi piace farti arrossire.»
«Ricordi quando ti scrivevo tutti i giorni?»
«Sì»
«E ti avevo anche dato un soprannome!»
«Bei tempi. Dovresti ricominciare.»
«Dici? È che tu…non rispondevi mai. Non come fai ora.»
«Beh, le cose sono cambiate. Tu non mi davi possibilità di rispondere, ma io ascoltavo comunque.»
«Veramente???»
«Certo, perché non avrei dovuto? Lo sai che non c'è nessuno che ti conosca come me.»
«Mi fa piacere sentirti di nuovo.»
«Anche a me. Ma basta con i convenevoli, cosa ti frulla in testa stasera?»
«Sono un disastro. Lo sai.»
«Penso tu debba fare chiarezza su quello che vuoi, tutto qua.»
«Non è forse da quando sono nata che ci provo?»
«Sì, ma lo sai che ti lasci prendere da questi momenti ogni tanto…Devi fare ordine, avere uno stile di vita più regolare. E poi cos'è quest'abitudine che hai preso di andare sempre a letto tardi, di…pranzare alle quattro del pomeriggio?!?!»
«Eh, lo so…ma il lavoro mi impegna molto…spesso ho cose da fare il sabato e la domenica e…non ce la faccio proprio ad alzarmi prima di mezzogiorno…»
«Chi vuoi prendere in giro? Se lavori, lavori di domenica e ok, su quello posso capire. Ma il sabato? Sappiamo entrambi perché vai a letto tardi il sabato sera o forse dovrei dire il sabato…notte? E sappiamo entrambi chi aspetti.»
«E quindi? C'è qualcosa di male?»
«Sì! Tutti questi anni passati a confidarti con me, non ti hanno ancora insegnato niente?»
«Hum…evidentemente no. Sentiamo, quale perla di saggezza vuoi dispensarmi stasera, dopo avermi fatto la predica?»
«Sai che io non ti faccio prediche.»
«Sarà, ma forse preferivo quando non potevamo parlarci…»
«Sai che non è vero. Comunque il tuo problema è che non detti mai tu le regole e ti lasci sempre trascinare. Quante volte ti hanno già detto che devi imparare a dire "no"?»
«Sai benissimo qual è la mia filosofia: ho detto troppe volte "no" per continuare a farlo.»
«E pensi che dire "sì" a tutto sia la soluzione? Guarda come ti riduci: vai a letto con le prime luci dell'alba, sei in ritardo con gli articoli, con lo studio, pranzi alle 4 del pomeriggio…Non ti dico che non puoi andare avanti così, te lo dici già da sola, ma posso dirti per certo che la politica del "sì" non ti porterà più vicina ai tuoi sogni.»
«Uff, detesto quando hai sempre ragione…»
«Lo so. Ma mi ami per questo.»
«Stasera mi fai addormentare tra le tue braccia?»
«Sono qui per questo.»
«Buonanotte, allora.»
«'notte, piccola.»

Dio esiste

giovedì, 23 settembre, 2010
Sai quando stai realizzando i tuoi sogni, no? E sei riuscito a realizzarne il 50% e però l’altro 50% ti fa così schifo che sei lì che valuti se valga la pena accontentarsi del 50% "buono" o buttare tutto alle ortiche e gettare la spugna? E allora aspetti un segno e ti dici: «Se oggi succede questo, anche se è il periodo peggiore in cui potrebbe succedere, allora non mollo e Dio esiste.»
Bene. Dio esiste.
Non può essere che così, se il giorno prima invii, per sbaglio, una conversazione, in cui ti lamentavi di non aver mai occasione di lavorare con il reparto edizioni, al fratello di uno dei tuoi capi. E pensi: "Cazzo, cazzo, ora mi licenzia. Puoi iniziar a far le valigie. No, ma dai, è in italiano, cosa vuoi che capisca…speriamo che non mi chieda di tradurre…"
E lui ti chiede: «Cosa intendi con questa frase?»
E a quel punto non è che puoi tanto arrampicarti sugli specchi: o dici la verità o dici la verità.
E allora, con un’umiltà ed una vergogna che rasentano i minimi e i massimi storici: «Ecco…vedi…non è che non mi piaccia lavorare qui…È fantastico, solo che io ho una formazione in editoria, e il mio sogno sarebbe lavorare per il reparto edizione e da quando sono arrivata qui ho avviato e ho lavorato a un’infinità di progetti, ma quando mi capita tra le mani qualcosa che riguarda l’editoria…prontamente c’è qualcuno che mi porta via il progetto e magari fa pure le cose alle mie spalle, senza chiedermi nemmeno che ne penso, nonostante sia il mio mercato.»
«Il reparto produzione pesta un può i piedi a tutti e non guardano mai in faccia a nessuno.»
Beh, dai, almeno simpatizza con me, forse…proprio proprio licenziata non sono.
«Eh, lo so, ma alla fine per una straniera, qualsiasi ruolo ricopri in azienda finisci che passi il tuo tempo a tradurre. E coordinare significa tradurre. Io mi chiamo "la coordinatrice di nulla", perché alla fine le decisioni le prendono sempre gli altri e io posso solo accettarle.»

Oggi magicamente arriva la lettera di un editore italiano, interessato a un fumetto che stiamo producendo. E l’editore mi mette in copia! Mi chiede di fargli da interprete nella discussione del contratto di edizione. Un sogno.

Allora:
1. o sono molto fortunata;
2. o finalmente qualcuno ha deciso di darmi una chance;
3. o qualcuno gli ha dato una "spintarella" nella mia direzione e…allora grazie;
4. o Dio esiste.

Probabilmente sono un po’ vere tutte e 4. Però, una cosa è certa: è un nuovo progetto, è arrivato nel periodo peggiore, perché letteralmente non dormo per il troppo lavoro, ma quando ci penso…mi ridà speranza e non tutto è perduto.
Ci vorrebbero più giorni come questi, in cui fai pace con l’universo e finalmente il cosmo accetta la tua esistenza e ti assegna un posto nel mondo.

Episodi.

lunedì, 8 febbraio, 2010

«Buongiorno, ho ricevuto la sua mail e volevo parlarne un po’ al telefono…»
«No, no, guardi, non è necessario, se per lei va bene ci vediamo tra quattro giorni.»
«Ehm, io veramente sarei in Francia…»
«Ah, beh, guardi noi abbiamo due sedi una a Milano ed una Firenze, scelga quella che le più comoda. Perché se poi lei bla, bla, bla…»
«No, no, no, si fermi!»
«E poi potremmo fare così e…bla, bla, bla»
«Ehi, mi sente?! Si fermi, la prego!»
«Eh? Cosa c’è?»
«Se vuole ci possiamo incontrare tra due mesi, saremo in Italia per una conferenza.»
«Eh??? No, aprile è troppo lontano!»
*minchia, non ci avete cagato per due mesi e…ora non puoi aspettarne altri due?!*
«Guardi, per me è problematico venire lì in quattro giorni, ho delle faccende da seguire, non posso lasciarle così…»
«Che ne dice di una videoconferenza?»
*Cioè…e quale sarebbe la differenza tra la telefonata che stiamo facendo ora e la videoconferenza? Che mi vede in faccia? Che mi devo mettere un tailleur solo perché sta faccia da culo deve vedere un bel faccino rassicurante dall’altro lato della fotocamera?! Vecchio stronzo, pervertito e bavoso!*
«Potrebbe andare, grazie…»
«Ok, allora ci sentiamo venerdì, così poi parliamo di bla, bla, bla»
*ariddaie che ricomincia, ma che è una macchinetta?! Legge a schermo o cosa? È peggio di quelli che ti vendono roba per telefono…*
«Aspettiiii!!! Siamo 400 dipendenti, controllo che la Sala Conferenze sia libera…»
*Altamente improbabile…*
«Ecco, no, è occupata. Riservo la Sala per lunedì prossimo, se non le dispiace…»
«Ah, sì, sì, grazie e arrivederci.»
«Ehm…non potrebbe mandarmi una presentazione della vostra azien…?»
«Tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu»
«E ‘fanculo, allora!»

***

Oggetto: "Testi formattati e caricati sulla pagina di test"

«Senti, a proposito dei testi…non è per dire ma io non capisco proprio il senso di quello che c’è scritto»
«Dal momento se è stato stabilito che mi occupi IO di queste cose, non vedo perché devi interessartene TU, faccio le correzioni e rispondo alla mail!»
*cazzo, aria di burrasca da subito…*
«Brava»
*speriamo che si calmi, così…Secondo me ha già le mani che le tremano, come suo solito…*
«Hai gia trovato qualche errore?»
*Ecco che mi chiede di far il lavoro per lei…ci risiamo. S’incazza e poi mi chiede aiuto. Io la aiuterei pure se non avesse sto atteggiamento strafottente…*
«C’è un "gli" al posto di "loro", manca un "ne" alla fine e poi…boh, tutti i periodi sono troppo lunghi e pieni di virgole, perdo di vista quali sono le principali e subordinate e si perde un po’ tutto il senso del testo…»
«Vieni qui»
Faccio tutto il corridoio per arrivare alla sua postazione.
«Dimmi»
«Dove sarebbero gli errori?»
Incomincio la dissezione del testo, frase per frase.
«No, senti, non posso fargli cambiare tutto, perché mi hanno già rimproverato la settimana scorsa»
*E io che cazzo posso farci?*
«Io ti ho solo dato la mia opinione, poi il lavoro è tuo, fai come credi, io non posso essere nei tuoi panni»
*Ecco la mano che le ricomincia a tremare peggio che avesse il Parkinson …possibile che riesca a farle questo effetto ogni volta? Ma perché non si rilassa?!*
«Ah. Beh, grazie per i suggerimenti, ma ho le mani legate e magari la prossima volta facciamo rileggere tutto alla traduttrice»
*Mani legate ‘sto paio di palle, se non lavorassi sempre con i piedi, smettessi di fare il lavoro degli altri e facessi bene il tuo, gli errori non li faresti, ma mi rendo conto che è chiedere troppo a qualcuno come te…*

***

«Ciao, volevo dirti che domani c’è la firma del contratto»
«Bene»
«Per il resto tutto bene?»
«Beh, a parte un testo a cui ho suggerito di far delle correzioni e a cui non sono state apportate, tutto bene.»
«Che testo?»
«Ma niente, le solite cose, Jessica dice che darà tutto alla traduttrice la prossima settimana.»
«Ah, ma sai bene che la traduttrice ha altro da fare che rileggere il suo lavoro».
«Ah, boh, io non voglio saperne niente. Ho visto passare una mail, ho fatto presente che c’erano degli errori, poi, come vi regolate voi per risolvere il problema, non mi riguarda…»
«Ok, perfetto.»

*E poi il mio capo mi dice che non faccio lavoro d’equipe…*

Vorrei

giovedì, 21 gennaio, 2010

Vorrei che ogni mattina, quando suona la sveglia, non ci fosse così tanto freddo da voler restare sotto le coperte mezz’ora in più.
Vorrei che la mia coinquilina non decidesse sempre di fare la doccia nello stesso secondo in cui vado a farla io, non la rompesse ogni 6 mesi, la pulisse ogni tanto e non tirasse l’acqua quando ci sono sotto.
Vorrei che il ragazzo che abita al piano di sotto mollasse la fidanzata e mi chiedesse di uscire almeno una volta.
Vorrei che il freddo non ti entrasse dentro.
Vorrei che le due gemelle con le treccine che vanno a scuola con la mamma tutte le mattine fossero le mie.
Come vorrei avere il tempo per passare tutti i giorni a prendere due pains au chocolat alla panetteria per colazione!
Vorrei che il ragazzo che mi passa il giornale tutte le mattine un bel giorno mi ringraziasse per averlo preso tutti i giorni dalle sue mani, fedelmente.
Vorrei non esser superata e non dover superare le persone sulle scale mobili.
Vorrei trovare sempre posto a sedere in metro.
Vorrei non dover scegliere tra leggere il giornale o il mio libro preferito.
Vorrei poter avere i miei 20 minuti di romanticismo a occhi aperti tutti i giorni.
Vorrei che i miei colleghi, quando si incontrano la mattina sulla metro, si salutassero e iniziassero a chiacchierare, invece di ascoltare la musica.
Vorrei che qualcuno dicesse ai francesi quanto sono ridicoli con quelle cuffie stroboscopiche.
Vorrei che il collega davanti a me non cercasse di attraversare la strada col rosso, ma decidesse di salutarmi e aspettare il verde con me.
Vorrei non sentirmi sempre in ritardo, anche quando non lo sono.
Vorrei che qualcuno mi portasse un vanilluccino tutte le mattine.
Vorrei che non ci fosse sempre qualcuno pronto a farti le scarpe.
Vorrei che si lavorasse solo per la gioia di lavorare assieme a un progetto comune.
Vorrei che qualcuno fosse meno egoista, più sincero, meno macchinoso, più disponibile, più professionale, più gentile, meno umorale ammettesse di avere torto marcio, avesse voglia di imparare cose nuove, facesse ciò che gli viene chiesto senza errori.
Vorrei attraversare l’ufficio e fare sempre girare la testa a tutti.
Vorrei attraversare l’ufficio e fargli sempre girare la testa.
Vorrei buttare quella cazzo di pianta che non ci fa più scambiare i nostri sguardi complici.
Vorrei che mi spogliasse sempre con gli occhi.
Vorrei che si alzasse, attraversasse l’ufficio, mi schioccasse un bacio in bocca e confessasse di avermi sempre amata di fronte agli occhi attoniti della fidanzata.
Vorrei pranzare tutti i giorni con i miei amici.
Vorrei che il mio interlocutore non fosse sgodevole solo perché ha avuto una giornata pesante.
Vorrei poter evitare le persone che ti succhiano energie e passione.
Vorrei sedermi sempre di fianco al ragazzo che mi piace.
Vorrei che si accorgesse che mi piace.
Vorrei non dover passare 20 minuti a spiegare cos’è un cardio-frequenzimetro.
Vorrei che il mio disegnatore preferito disegnasse il background del mio blog.
Vorrei che il fornaio qui di fronte mi tenesse sempre da parte un "Panini Mozzarella".
Vorrei che l’Ankama Salad Bar cuocesse la pasta con il sugo e non che li mischiasse alla fine.
Vorrei non fare la coda.
Vorrei che i francesi sapessero davvero cosa significa "Pesto alla Genovese" in italiano.
Vorrei che dentro la torta al cioccolato non mettessero le noci.
Vorrei non dimenticarmi tutte le volte la chiave per entrare in ufficio.
Vorrei che quei 3 asociali la smettessero di parlar tutto il giorno di Eve Online.
Vorrei che qualcuno mi insegnasse a giocare alla Wii.
Vorrei non perdermi sempre la proiezione, al cinema Ankama, dell’episodio di Wakfu del lunedì.
Vorrei non ricordarmi sempre troppo tardi quando passano a fare delle riprese con la telecamera.
Vorrei che tutti i miei progetti venissero validati.
Vorrei che si seguissero i miei consigli ogni tanto e non dover più dire: "Ve l’avevo detto".
Vorrei non finire di lavorare tutte le sere alle 20.00.
Vorrei che ci fosse sempre qualcuno ad aspettarmi per tornare a casa con lui.
Vorrei mi pagassero gli straordinari o avere un salario più alto.
Vorrei essere invitata a tutte le feste.
Vorrei essere stata così popolare come sono adesso anche al Liceo.
Vorrei che non ci fossero avvoltoi pronti a uscire con te solo per intortarti.
Vorrei tornare a casa e non scoprire mai che il termosifone non va più.
Vorrei vedere il sole tutte le mattine.
Vorrei che qualcuno non fosse geloso e ammettesse i suoi veri sentimenti.
Vorrei sapere cosa voglio.
Vorrei che qualcuno fosse disposto a venire a vivere in Francia con me.
Vorrei battere il record delle 4 puntate di CSI NY a sera.
Vorrei avere il tempo per finire questo post, studiare, leggere, cucinare, farmi bella, uscire con gli amici, tradurre ricette dal francese in italiano e vicevera, spulciarmi tutto il mio Facebook, disegnare e rinnovare il mio blog.
Vorrei non sentire gli occhi che mi si chiudono per il sonno…

Pensieri sparsi

mercoledì, 11 novembre, 2009

Per prima cosa…non era vero che chi era immusinito ieri a lavoro non era stato in ferie: erano tutti appena tornati come me. Perciò, l’immusonimento ve lo fate passare perché di lavorar così non se ne può più! Se il lavoro non vi piace, potete sempre cambiarlo! E se non volete cambiarlo, quanto meno sorridete, per Dio!

***

A volte pensi di condividere qualcosa con qualcuno. Pensi di condividere qualcosa di importante e tempo 24 ore non solo ti ha già dimenticato, ma non ritiene nemmeno più importante dirti la verità, ma semplicemente ti ignora come se fossi nessuno per lui. E allora ti chiedi: perché cazzo ho speso 5€ di telefonate per lui?!

***

Come far impazzire il ragazzo che ti piace e che è una gran idiota in due semplici mosse:

Case history 1:

Torni dalle vacanze. La prima cosa che il ragazzo dei tuoi sogni ti chiede è di fargli un pompino. Accetti.
Ti propone un appuntamento a casa sua. Accetti.
Sconvolto dalla tua accondiscendenza ti dice: "Sei, sicura? Guarda che potresti finire nuda nel mio letto".
E tu: "E quindi?"
E lui: "E non pensi alla mia fidanzata?!"
"La tua fidanzata sono problemi tuoi, non mi riguarda."
"Ma…prometti di non andarglielo a dire???"
"Mmm…fammi pensare…"

*importante momento di silenzio*

"Il problema non è dirlo o meno alla tua fidanzata ,il problema è cosa succederà quando lo verrà a sapere."
"Nessuno lo verrà a sapere."
"Presente quel detto che dice «le bugie hanno le gambe corte»? Ecco, io lo terrei bene a mente, fossi in te!"
"Hai paura della mai fidanzata?!"
"Assolutamente sì. È peggio di un cane che marca il suo territorio!"
"Ehhh, va beh. Anche per questa settimana hai perso la tua occasione di far sesso con me!"
"Beh, direi che anche per questa settimana ho perso l’occasione di farmi uccidere dalla tua fidanzata. Il che…non è esattamente un male!"  

Case history 2:

"Ciao, come va?"
"Bene, tu?"
"Ah, sono scazzato. Lei è uscita con quell’altro. Sono andati ad un concerto insieme. Sicura di non volermi mostrare un po’ della tua lingerie per tirarmi su?"
"Non mi piace spogliarmi da sola, preferisco guardare «qualcosa» o «qualcuno»…"
"Posso spogliarmi anch’io, se vuoi."
"Interessante."
"Wow! Non ho mai fatto sesso virtuale! Usi anche qualche «giocattolo»?"

*la sua bava virtuale sta quasi per trasudare fuori dallo schermo del mio pc…*

"Posso lasciarti guardare mentre mi infilo il pigiama, se vuoi. Non uso giocattoli, preserisco le cose naturali"
"Awww…ma non è sesso virtuale, così!"

*frustrato, inzia a raccogliere la sua bava e voi non avete ancora fatto nulla di tutto quello che gli avete fatto credere che avreste fatto*

"Prendere o lasciare."

"Senti, ma…se scarico Skype, poi voglio vederti nuda,eh!"
"È fuori discussione. Non mi spoglio di certo al primo appuntamento su Skype!"
"Ma voglio vedere qualcosa di più che te nuda, però…"
"Di più?! Vuoi passarmi ai raggi-x?Lol"
"Voglio farti di tutto!"

*la bava che ricomincia a colare…*

"Conosci il detto: chi troppo vuole…nulla stringe!"
"Beh, se la metti così…se non posso avere ciò che voglio, preferisco niente, allora."

*e il gioco è fatto! Il sesso debole ha vinto 2-0!!!*

"Te l’ho detto: le cose bisogna guadagnarsele!"
"Vorresti farmi credere che se anche ti invitassi a casa mia stanotte, non faresti sesso con me?!"
"Non sono così facile, lo sai. Tuttavia non decido queste cose "a priori"…dipende dal momento. In ogni caso, il fatto che tu sia fidanzato è un ottimo deterrente!"
"Avrebbe potuto essere divertente…"
"Beh, lascia la tua ragazza, e forse potrai avere ciò che vuoi."
"Beh, vado a giocare con l’Xbox. Mi rilassa."

*povero…un uomo distrutto…solo l’Xbox gli resta…*


N.d.R.:
da notare che in tutto questo non vi ha mai detto perché la sua fidanzata è uscita con un altro, non vi ha mai trattato neanche lontanamente come un essere dotato di cervello, ma solo ed esclusivamente come un oggetto sessuale e voi…gliel’avete proprio messo…in quel posto! :P

La resa dei conti

domenica, 4 ottobre, 2009

"Non puoi immaginare quanto ti sia debitore! Non so come ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me, davvero!"
"Oh, certo, mi devi davvero molto, questo è fuori discussione!"
"Ehm…sì, lo so".
"No, no, non hai capito:mi devi davvero MOLTO!"
"Eh? Sì, certo, se in futuro avessi un problema, lo sai che puoi contare sempre su di me e farei qualsiasi cosa per te".
"Veramente una cosa ci sarebbe…"
"Di già?"
"Sì. Potresti andartene".
"Non posso prometterti di non tornare più, però…"
"Beh, meglio che niente…"
"Meglio che niente."

Sono libera! Libera! Liberaaaa! Ahh…la settimana più bella di tutte! Niente più segreti, niente più nascondersi, niente più malelingue! Ora sono io. Io, io, io. E mi odierete, mi amerete, mi invidierete, ma…sarò io!!! E non il ritratto della bambolina da mostrare agli amici, e non l’amante di turno e non l’idea distorta che avete di me! È finita! A dell’incredibile, ma…è finita.

Potrò dire: "No"! No, non sono l’amante di nessuno, non lo sono mai stata. No, siete dei coglioni! No, siete superficiali e di voi non me ne sbatte più un cazzo! No, non sono mai stata innamorata di te! No, niente più promesse a nessuno! No pippe! No paranoie! Se avete problemi, quella è la porta…! No, niente più bugie! No, non voglio più uscire con te, hai perso la tua occasione! No, a tutte le scuse che verranno, non ve le meritate!

Potrò dire: "Sì"! Sì, a tutti gli appuntamenti che mi domanderanno! Sì, a uscire col ragazzo con cui volevo uscire da 9 mesi! Sì, solo ed esclusivamente la verità d’ora in poi! Sì, parlo francese ora e avete finito di incularmi parlando per me e di me (alle mie spalle) tutte le volte, brutti stronzi di merda! Sì, ho finito di stare nell’ombra a guardare! Sì, a chi mi è sempre stato vicino anche senza sapere la verità e a creduto in me!

Mi riprendo la vita. La mia vita. Da tre giorni il mondo non è mai stato più bello!