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Cosa vuol dire veramente lavorare?

Oggi, nel rispondere ad un annuncio di lavoro nell’area di Bologna mi è capitata un’esperienza fantascientifica!

Sono sicura che a tutti voi sarà capitato di imbattervi in annunci ingannevoli almeno una volta nella vita, ma credo che quello che mi è successo oggi stabilisca un nuovo record.

Veniamo ai fatti.

Su una popolare agenzia di collocamento trovo un annuncio per un lavoro freelance part-time di blogging per un magazine online di moda. Nell’annuncio è specificato che la rivista è nata quasi per caso, che ricercano appassionati, insomma, le solite frasi accattivanti, no? Bisogna specificare per quale rubrica si vuole scrivere, scegliendo tra cinema, letteratura, musica, arte e moda. Mi sembra strana tutta questa ampia scelta, ma non avendo altro da perdere che il mio tempo, rispondo all’annuncio.

In tempo record, una certa Francesca mi risponde:

«Gentile Silvia,
ti rispondo in merito alla tua candidatura come blogger per il nostro magazine. Ti spiego brevemente quello che stiamo cercando: la risorsa sarà tenuta a realizzare articoli su un tema a sua scelta fra quelli proposti. E’ richiesta un’ottima conoscenza della lingua italiana scritta.
Il Magazine per il momento non è a scopo di lucro per cui non è previsto compenso per i nostri collaboratori e per noi in redazione. Avendo tuttavia il Magazine un’elevata visibilità, è un ottimo modo per farsi conoscere, dal momento che ogni articolo pubblicato riporterà il nome di chi lo ha redatto.
L’impegno che viene richiesto è minimo in quanto si chiede alla risorsa di recapitarci via mail un articolo a settimana, con foto in allegato. Per correttezza professionale ti comunico anche che la mancata consegna di un articolo tranne che per causa di forza maggiore (malattia, ecc…), comporta l’esclusione dal nostro Magazine.

Cordialmente,
Francesca »

Sul momento… non credo ai miei occhi. Sbaglio o la ragazza, che scopro essere di ben 8 anni più giovane di me, tra l’altro, mi chiede di lavorare per lei gratis?!

Chiaramente ho segnalato l’annuncio ingannevole al personale dell’agenzia di collocamento che l’ha immediatamente rimosso, assieme a tutti gli altri postati dalla stessa compagnia. Sì, perché la società cercava sì, un blogger, ma anche un hair stylist, uno stilista, un fotografo e almeno una decina di altri ruoli.

Questa la mia risposta:

Buongiorno Francesca,

Ho riflettuto a lungo su come rispondere alla tua mail che mi ha lasciato a dir poco basita. Al di là del fatto che per reclutare volontari per una rivista gratuita non hai assolutamente bisogno di postare annunci su un sito di collocamento, dove i suoi utenti si presuppone cerchino “lavoro”, che per definizione significa:

Lat. labo¯re(m)
Definizione
s. m.
2 occupazione retribuita;
(da http://garzantilinguistica.sapere.it)

Ti basterebbe frequentare qualche pagina Facebook di appassionati di moda per trovare tutti i volontari che cerchi!

Ritengo, in secondo luogo, che scrivere per una rivista che non è nemmeno rankata su Alexa non offra alcuna visibilità, senza offesa, ma mi occupo di marketing online da 4 anni e qualcosa penso di saperne. Inoltre, vedo che avete una partita IVA e che il magazine fa parte delle attività di un’agenzia di comunicazione. Avendo una partita IVA, dovete per forza fatturare, perciò, non ti sembra che non offrire alcun compenso sia profondamente poco professionale, getti una luce negativa sull’immagine dell’agenzia e per finire insulti l’intelligenza di quei pochi che si sono presi la briga di googlare il nome della redazione per cui erano supposti lavorare?

Sfortunatamente, a questo mondo nessuno lavora gratis e soprattutto in questo periodo di crisi rimango senza parole nel vedere persone senza scrupoli approfittare di altre che probabilmente non hanno nemmeno il pane per mangiare.
Per la rivista sui videogiochi per cui lavoro vengo pagata profumatamente e posso scriverne quanti e quali voglio, quando voglio. Questo è probabilmente il vantaggio di essere “conosciuti” nel proprio settore.
Perdonami, quindi, se la tua offerta di “collaborazione” (perché è vergognoso chiamarla “lavoro”) mi lascia completamente indifferente. Non trarrei alcun vantaggio dallo scrivere per voi, anzi, perderei il mio tempo.

Ti auguro di trovare quello che cerchi (anche se nel mio cuore spero che lui non trovi mai te).

Cordialmente,

Silvia

Spero che come me, anche voi abbiate trovato questo ‘fenomeno’ scandaloso, ma quello che mi stupisce è come possa davvero esistere una società che non retribuisce i suoi dipendenti e che ci siano davvero dipendenti disposti a lavorare gratis senza trarne davvero alcun vantaggio! Incredibile!