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Archive for agosto, 2011

« Mon cœur »

mercoledì, 17 agosto, 2011

Lo so, avevo detto che non ti scrivevo più, però, tecnicamente non ti sto scrivendo, perché tanto tu non leggi quello che scrivo qui e soprattutto non in un lingua che non capisci. Ormai ho esaurito le parole per dirti quanto ti amo, anche se sembra che non sia mai abbastanza. Ridarti la tua libertà è il gesto d'amore più grande che abbia mai fatto per te. Oggi qualcuno mi ha detto: «Ma in questi sei mesi, ti ha mai amata davvero?». E mi è venuto da sorridere, perché penso che pochi siano stati amati come tu hai amato me. «Ma non vi vedevate mai!» ed è vero, ma con te le distanze non mi sono mai importate. Hanno iniziato a diventare importanti ora, che non stiamo più insieme, che le nostre telefonate sono colme dei tuoi silenzi, così rumorosi che cerco di metterli a tacere con i miei monologhi sul mio quotidiano. Ma in fondo non è difficile farlo, sono una scrittrice e ho sempre qualcosa da dire e da raccontare per riempire i "vuoti".
La tua agognata libertà. Che tu dici sarà quello che forse un giorno ti farà tornare da me, è anche quello che mi farà allontanare per sempre da te. Solo che questo non ho il coraggio di dirtelo, perché so che ti spezzerebbe il cuore. Mentre ill mio, ormai, è già spezzato, in realtà.
Oggi è una settimana che non sento la tua voce. Credevo che non sarei mai riuscita a restare sette giorni senza parlarti e invece, mentre io mi innamoravo ogni giorno di più, tu ti allontanavi.
Ho ripensato a quando mi dicesti che ero la prima ragazza che sopportava la tua gelosia senza battere ciglio. Ricordi cosa ti ho risposto? Che non mi importava, anzi, mi faceva piacere, perché per la prima volta qualcuno si interessava a me a tal punto da esserne geloso. E mi ricordo anche quanto ti sei arrabbiato quando io ti ho detto che non lo ero! E che era più facile mi venisse un attacco di panico, piuttosto che tu mi vedessi urlare dietro ad un ragazzo.
Stasera, però, non siamo soli, e forse chi ci legge non si può rendere conto di quali erano i nostri sentimenti, allora vediamo un po' di spiegarglielo in una maniera in cui possano capire…
C'era una volta una ragazza che non conosceva una parola della lingua del paese in cui viveva, e una sera un ragazzo, decise di bearsi della sua compagnia, incurante del fatto che lei capisse una frase su cinque. Con panzienza, per mesi e mesi, le spiega l'amore e quando lei è così intimorita da non riuscire più ad andare avanti, lui la sprona, la prende per mano, l'accompagna nell'intimità di una sessualità straniera per la prima volta. Probabilmente nessuno può rendersi conto di quanto questo possa essere frustrante o forse lo era solo per me, perché le parole per me sono così importanti e non averle è come una mutilazione.
E so che ti arrabbi quando dico che con nessun altro potrà mai essere così, però è la verità, perché di prima volta ce n'è una sola e quello che è già stato scoperto, non potrà mai essere esplorato di nuovo.

Ovunque tu sia, ti auguro che tu sia felice e spero che, la tua tanto desiderata libertà, sia valsa il prezzo di perdere l'unica ragazza al mondo che, per il resto della sua vita, penserà a te ogni volta che dirà « mon cœur » ad un altro…

È tardi

sabato, 13 agosto, 2011

«Ciao, piccola. Entra.» disse abbracciandola, mentre lei era sulla soglia in lacrime.
«Non volevo disturbarti…lo so che è tardi».
«Non disturbi mai».
«Gli ho detto quello che pensavo.»
«Beh, diciamo che…più che detto, l'hai urlato e…»
«… e mi hanno sentito tutti, lo so! Oddio, vorrei sprofondare!» disse levandosi il cappotto e coprendosi il viso con le mani mentre si accasciava sul divano.
Lui le diede un bacio sulla fronte.
«Ieri…ieri leggevo un sito assurdo su internet, non pensavo nemmeno esistessero dei siti per delle cose del genere, insomma… era sul…"mal d'amore"! Lo so, sono patetica.»
«Non sei patetica. Sei solo innamorata.»
«…e dicevano che "il più grande amore è quello che ancora sta aspettando". Devo aspettarlo?»
«Tu cosa vuoi fare?»
«Ok, mi sono resa conto che sono dipendente da lui. E che non va bene, ecc. Ma aspettare, torturandomi so cosa sta facendo ora…non mi sembra nemmeno questa una soluzione!»
«E tu non torturarti, no? Gli avevi detto che ti saresti concentrata su di te, sui tuoi progetti. Perchè non lo stai facendo? Perché ti preoccupi sempre di lui? Di cosa fa, di dove è, di CON chi è? Non sono più affari tuoi. E se vuoi la mia opinione, non lo erano anche prima. Una persona se ti ama, condivide. Il problema è "se ti ama", qui. E mi sembra altrettanto evidente che, se lo sapesse, non vi saresti presi un periodo di pausa.»
«Anche il sito per patetici lo diceva.»
«Bene, allora inizia a fare la lista di cosa devi fare domani!»
«Andare a pagare l'assicurazione sulla casa…passare in farmacia…cambiare una borsa…andare a far la spesa…scrivere un articolo…la tesi…»
«Mi sembra che di cose da fare tu ne abbia.»
«Sì, ma…non con lui.»
«Tanto non potresti comunque farle con lui.»
«Uffa, ok, ok.»
«Facciamo così. Per stasera dormi qui con me, per domani…si vedrà»
«Ok… grazie.»

Cuore d’Inchiostro – Cornelia Funke

domenica, 7 agosto, 2011

«Quando ti porti dietro un libro [..] avviene qualcosa di straordinario: le sue pagine raccoglieranno i tuoi ricordi. E un

Cuore d'Inchiostro

giorno ti basterà risfogliarle per tornare con il pensiero al luogo dove le hai lette per la prima volta: le immagini, gli odori, il gelato che ti eri guastata… »


«[..]i libri devono essere pesanti perché dentro hanno il mondo intero»

«Chissà, forse dietro le pagine stampate c'è una storia molto più complessa che subisce mutamenti inaspettati proprio come accade nel nostro mondo. E le lettere ci svelano solo ciò che un occhio potrebbe vedere attraverso il buco della serratura. Forse sono solo il coperchio di una pentola che contiene molto più di quanto immaginiamo.»

«Una cattiva promessa non diventa migliore se la si mantiene.»

«Descrivere la morte non è facile. Si rischia di cadere nel melenso.»

«Il mondo era davvero spaventoso, crudele, spietato, tenebroso come un brutto sogno. Non era posto da viverci. I libri erano l'unica realtà dove esistessero la compassione, il conforto, la felicità…e l'amore.»

«Un autore famoso ha scritto una volta che uno scrittore può essere considerato in tre modi: un narratore, un maestro o un mago…ma è quest'ultimo a prevalere, l'incantatore. Ho sempre ritenuto che avesse ragione.»

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