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Archive for luglio, 2011

Aggiornamento vacanze (ossia Il Vecchio e il Mare)

venerdì, 15 luglio, 2011

Beh, diciamo che…le vacanze procedono, ma…non in Croazia! Dopo esserci fatti 10 ore di traversata, senza dormire, né mangiare, essermi cimentata con successo nel conosciutissimo sport nazionale del "salto dalla barca sul molo con cima in spalla" per ormeggiare, rischiato di perdere una barca da 150.000€ (perché ormeggiando mio padre aveva dimenticato la marcia inserita e…era sceso per fissare una cima…quindi è dovuto anche risaltarci sopra a velocità supersonica per recuperarla!), fatto i documenti a Pola, ripartiti subito per Baia Veruda per passarci la notte, gettato l'ancora, gonfiato il gommone, portato il cane a terra (perché non faceva i suoi bisogni da 18 ore, porello!), pranzato, dormito 3 ore, fatto il primo bagno (in cui il mio cane si è gettato in acqua con me e mi ha regalato 12 unghiate sulla schiena in perfetto stile Freddy Krueger, portando a fallimento il progetto: "Abbronzatura da urlo" e trasformandolo in "Ricordarsi di non fare mai più il bagno con un cane!"), dormito 10 ore, essersi alzati alle 7 del mattino per spararsi altre 7 ore di navigazione per arrivare agli Asinelli, dove, dicono, ci sia il famosissimo ristorante "Da Vilma" che farebbe i più famosi scampi alla Busara della penisola…abbiamo visto gli scampi prendere definitivamente il volo quando a meno di 2 ore dalla meta…abbiamo rotto l'invertitore del motore!
Già per capire che cosa avevamo rotto mio padre si è dovuto immergere, poi comunicare alla Capitaneria croata che tornavamo in Italia causa incidente di natura straordinaria, la Capitaneria si è incazzata e ci ha detto che saremmo stati considerati degli "abusivi" al prossimo rientro e che avremmo pagato una multa…figo!
Per non pagare 3.000€ di riparazioni in Croazia abbiamo quindi ripreso il largo per tornare in Italia, ma…stavolta solo a vela e senza ausilio del motore…completamente in balia del vento e del mare in stile "Il Vecchio e il Mare" di Hemingway, del tipo: «Vincerà lui o vinceremo noi?»
Vi spoilero l'esito, abbiamo vinto noi, ma…non è stata una vittoria easy: 24 ore di navigazione non-stop su una barca sotto il sole cocente, con il freddo e l'umido polare che ti entrava nelle ossa la notte, senza dormire o mangiare e per di più con una serie di altre avarie a catena (sarà che era mercoledì 13? O che la rotta era 333°, le coordinate del diavolo? Chissà?!).
Verso mezzanotte Mat ha seriamente attentato alla nostra vita! Si era alzato il vento, 23 nodi (per chi non lo sapesse: troppi per una barca a vela!), onde alte un metro e…mio padre aveva giusto fatto in tempo a dire: «Silvia, aiutami a tirare giù la randa», quando il cane è saltato nel pozzetto, fatto scappare la cima a mio padre, che, tra l'altro non si è accorto che la scotta della randa era ancora cazzata, sbarellato le guide per ammainare la randa che sono andate ad attorcigliarsi alle crocette dell'albero!
Risultato: la randa non era più ammainabile, il boma aveva strambato…il cane era in preda al panico e…invece che aiutare mio padre, mi sono ritrovata ad abbracciare il cane nella speranza di calmarlo!
Nella confusione del momento…anche le crocette di testa sono andate (si sono girate, non sappiamo come…) e abbiamo passato la notte nel terrore che ci cadessero addosso dalla cima dell'albero!
Alle 5 del mattino un'altra gaia notizia: il radar non funziona più e l'unico GPS funzionante è un vecchio gps a batterie (che se finivano le batterie…forse non saremmo tornati mai più!) e questo significa che se prima uno dei 2 si addormentava non succedeva niente perché il radar ci avvisava se qualche ostacolo era troppo vicino, ora…uno deve star sveglio, occhi sbarrati, cannocchiale in mano e…sguardo puntato all'orizzonte per cercare di evitare altre imbarcazioni e piattaforme petrolifere!
Circa alla stessa ora il vento cala drasticamente, ci ritroviamo a girare su noi stessi, circondati da piattaforme petrolifere, di cui non vedevamo la fine, per un'ora, finché 5 nodi di vento ci fanno uscire dallo stallo.
E per finire a 2 ore dalla costa italiana, quando ancora il cellulare non prendeva e non potevamo chiamare i nostri amici perché ci venissero a trainare in porto, il vento cala a 0 per 1 ora. Questo alle 11 del mattino, sempre sotto il sole cocente. Ricordo di aver detto a mio padre: «Quanto c'è tra noi e la riva?»
«Tre miglia, almeno.»
«E se ci andassi a nuoto?»
Tale era la mia disperazione…la pelle che bruciava sotto il sole, la coperta che ti scottava i piedi, gonfi,rossi e doloranti, il mal di mare, l'insofferenza per quella dannata barca…se fosse servito, mi sarei gettata a mare…lol
Alla fine ce l'abbiamo fatta, comunque…
(piccolo tocco di colore: il cane non ha fatto i suoi bisogni per 24 ore intere e mio padre, per convincerlo a far pipì, ha persino provato a far pipì in un bicchiere, versarla su un parabordo e vedere se il cane "abboccava" e gliela faceva sopra, ma…niente)

Ora riposo finalmente le mie stanche membra su un vero letto e non su un materassino da mare, al fresco asciutto della mia casuccia condizionata e poi, se all'altezza di domenica la mia pelle arroventata deciderà di sopportare un'altra traversata di 10 ore, proverò a scroccare una crociera a degli amici di famiglia per non rendere completamente vani, almeno, i 15 giorni di ferie che mi restano, ma…non prometto niente e in ogni caso a sto giro faccio davvero la turista e non muovo un dito, sia chiaro!