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Archive for maggio, 2011

La cosa più bella

domenica, 22 maggio, 2011

Era stata invitata ad una festa con amici e un ragazzo, che non conosceva, la fissò tutta la sera, finché, quando gli ospiti cominciarono ad andarsene, le si avvicinò: «Ciao, da dove vieni?»

«Sono italiana.» rispose lei.

«Ah, io ho dei parenti in Italia! E come sei arrivata qui?» chiese lui con insolito interesse.

«Ho trovato lavoro qui e mi ci sono trasferita.» rispose Silvia, cercando di usare il tono più neutro possibile e che non lasciasse trapelare il minimo interesse.
«Ah, quindi…finito il lavoro, tornerai in Italia?» disse con voce dispiaciuta.

«Mah, non so. Il lavoro è già finito, comunque, quindi…è possibile.»

«Capisco.». Il suo viso era limpido come quello di un bambino innocente che lasciava trapelare tutte le emozioni che gli si dipingevano sul viso. E l'emozione che Silvia vi colse fu di incredibile tristezza.
«Sei venuta qui con Clearence? È il tuo fidanzato, vero?»
«Ah, sì, ma no, non è il mio ragazzo!» e vide un'espressione di sollievo negli occhi del ragazzo.
«Piacere, io mi chiamo Thibault!»
«Io Silvia»
«Che bel nome!»
«Ti sfido a scriverlo!»
«E io ti sfido a scrivere il mio!»
«Ehm…no…è troppo difficile, non ci arriverei mai!» disse lei, arrossendo.
«Ah, il tuo so come si scrive: S-I-L-V-I-A».
«Niente ipsilon»?
«Niente ipsilon.»
«Sicuro, sicuro?»
«Sì. E per levarti dall'imbarazzo, il mio si scrive così.» prese un tovagliolino di carta, tirò fuori una penna e scrisse il nome più complicato che avesse mai visto assieme al suo numero di telefono.
«Così, ora saprai come memorizzarlo nella tua rubrica».
«Ok, non l'avrei mai indovinato.» regalandogli un sorriso complice.
«Lo so, ha origini germaniche, per voi suonerebbe un po' come… Teobaldo?»
«Oh mio Dio, no! Teobaldo è orribile!» disse scoppiando a ridere.
«Non è carino prendermi in giro per il mio nome…» fece lui con fare imbronciato.
«Lo so…scusa, è solo che…è impossibile…trattenersi» non riuscendo a smettere di ridere.
«Ecco, con voi ragazze finisce sempre così: mi presento a perdo tutto il mio fascino! No, ma continua pure, non trattenerti!»
«Scusami…ok, smetto!» mettendosi una mano sulla bocca per cercare di contenere l'ilarità.
«Non smettere.»
«Eh? Cosa?»
«Non smettere. Il tuo sorriso è la cosa più bella che abbia mai visto.»
Lei divenne improvvisamente seria. Lui si avvicinò, le accarezzò il viso e la strinse forte a sè.
«Perché hai smesso?» le chiese lui.
«Perché…è la prima volta che qualcuno mi dice una cosa del genere.»
Lui la baciò con così tanto trasporto che lei dimenticò completamente dove si trovava.
«Scusa. Non avrei dovuto. Ma il tuo sorriso è irresistibile.»
Lei era senza parole.
«Dovremmo…ehm. La festa è quasi finita. Io dovrei andare…»
«No, ti prego, resta con me ancora un po'. Voglio sapere tutto di questo sorriso, di te.»
«Ma non ti conosco…Ecco, io dovrei proprio andare.»
«Concedimi questa notte. Per conoscermi. Per conoscerti.»
«Ok.»
Parlarono fino all'alba del giorno dopo. Senza staccarsi mai gli occhi di dosso.