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Archive for dicembre, 2010

Puzzle Bobble: retrogame o…no?

mercoledì, 29 dicembre, 2010

Il mio nuovo articolo per Gamemag.it:

Puzzle Bobble: retrogame o…no?

Buona lettura ;)

La walk of shame

sabato, 11 dicembre, 2010

Il tempo che vorrei - Fabio Volo«La walk of shame, cioè la camminata della vergogna, è quando una ragazza dopo una serata finisce a casa di uno, ci va a letto e dorme lì. Il mattino dopo, prima di andare al lavoro, deve passare da casa per cambiarsi e si ritrova a camminare con tacchi alti e abito da sera tra gente vistita da ufficio. Magari prende un tram o entra in un bar per un caffè e si capisce subito che viene da una lunga notte. Gli americani la chiamano walk of shame perché, anche se non è vero, ti senti addosso gli sguardi degli altri, come a dire: “Abbiamo capito che hai scopato tutta la notte, che hai fatto tardi e sei rimasta da lui”.» (cit. Il tempo che vorrei, Fabio Volo)

Al mattino

lunedì, 6 dicembre, 2010

Lo guardo dormire. Non riesco a credere che sia qui con me, finalmente. È così bello da sembrare irreale. La luce disegna strani contorni sulla sua pelle.
Ho fatto pace con lui dopo un tempo che sembrava infinito. Quante cose sono cambiate.
Ora è qui, accanto me.
La sveglia non è ancora suonata, ma io non riesco a trattenere l'emozione.
Tra poco andrò a lavoro e ci rivedremo solo stasera. Mi sembra un'eternità.
Ho tante cose da digli, troppe. Come faccio?
«Ehi…» disse mentre i suoi occhi brillanti mi guardavano.
«Ehi» risposi.
«Sei già sveglia.». Adoro mentre si stropiccia gli occhi dal sonno.
«Zì.»
«E cosa facevi?»
«Ti guardavo.»
«Lo so, sono irresistibile.»
«Scemo.»
«Però è vero.»
«Forse…»
«Scopriamolo subito…». Mi avvolse in uno dei suoi lunghi abbracci e io mi persi completamente in lui.

Un bacio prima di uscire e un «Ci sentiamo per pranzo?»
«E se ti passo a prendere?»
«E dove mi porti?»
«Dove ti sei innamorata di me.»
«Interessante, due ore per fare 3.000 km?»
«Shhh. Tu ti innamori di nuovo di me ogni volta che usciamo assieme.». È vero.
«Come sei sicuro di te, oggi?»
«Lo sono sempre. Ho te.Non ho più paura di niente.»

Io e te

lunedì, 6 dicembre, 2010

«Ciao!»
«Ciao, come va?»
«Così, così. Mi sei mancato.»
«Anche tu mi sei mancata. Mi manchi sempre, lo sai. Quanto tempo è passato?»
«Dall'ultima volta io, te, il vento tra i capelli e un bicchiere di vino?»
«Già. 4 anni?»
«Forse. Forse meno. In realtà io ti ho scritto. Non spesso come un tempo, lo so.»
«Lo so. Leggo sempre le tue lettere. Non hai perso il tuo tocco.»
«Non farmi arrossire.»
«Mi piace farti arrossire.»
«Ricordi quando ti scrivevo tutti i giorni?»
«Sì»
«E ti avevo anche dato un soprannome!»
«Bei tempi. Dovresti ricominciare.»
«Dici? È che tu…non rispondevi mai. Non come fai ora.»
«Beh, le cose sono cambiate. Tu non mi davi possibilità di rispondere, ma io ascoltavo comunque.»
«Veramente???»
«Certo, perché non avrei dovuto? Lo sai che non c'è nessuno che ti conosca come me.»
«Mi fa piacere sentirti di nuovo.»
«Anche a me. Ma basta con i convenevoli, cosa ti frulla in testa stasera?»
«Sono un disastro. Lo sai.»
«Penso tu debba fare chiarezza su quello che vuoi, tutto qua.»
«Non è forse da quando sono nata che ci provo?»
«Sì, ma lo sai che ti lasci prendere da questi momenti ogni tanto…Devi fare ordine, avere uno stile di vita più regolare. E poi cos'è quest'abitudine che hai preso di andare sempre a letto tardi, di…pranzare alle quattro del pomeriggio?!?!»
«Eh, lo so…ma il lavoro mi impegna molto…spesso ho cose da fare il sabato e la domenica e…non ce la faccio proprio ad alzarmi prima di mezzogiorno…»
«Chi vuoi prendere in giro? Se lavori, lavori di domenica e ok, su quello posso capire. Ma il sabato? Sappiamo entrambi perché vai a letto tardi il sabato sera o forse dovrei dire il sabato…notte? E sappiamo entrambi chi aspetti.»
«E quindi? C'è qualcosa di male?»
«Sì! Tutti questi anni passati a confidarti con me, non ti hanno ancora insegnato niente?»
«Hum…evidentemente no. Sentiamo, quale perla di saggezza vuoi dispensarmi stasera, dopo avermi fatto la predica?»
«Sai che io non ti faccio prediche.»
«Sarà, ma forse preferivo quando non potevamo parlarci…»
«Sai che non è vero. Comunque il tuo problema è che non detti mai tu le regole e ti lasci sempre trascinare. Quante volte ti hanno già detto che devi imparare a dire "no"?»
«Sai benissimo qual è la mia filosofia: ho detto troppe volte "no" per continuare a farlo.»
«E pensi che dire "sì" a tutto sia la soluzione? Guarda come ti riduci: vai a letto con le prime luci dell'alba, sei in ritardo con gli articoli, con lo studio, pranzi alle 4 del pomeriggio…Non ti dico che non puoi andare avanti così, te lo dici già da sola, ma posso dirti per certo che la politica del "sì" non ti porterà più vicina ai tuoi sogni.»
«Uff, detesto quando hai sempre ragione…»
«Lo so. Ma mi ami per questo.»
«Stasera mi fai addormentare tra le tue braccia?»
«Sono qui per questo.»
«Buonanotte, allora.»
«'notte, piccola.»