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Archive for novembre, 2009

Domani parliamo di…

giovedì, 26 novembre, 2009

…una conversazione su fb che ha dato adito a interessanti rilessioni sul giornalismo videoludico, per ora, data l’ora, copio e incollo:
Link: The Solo Market: il logorio dell’MMO moderno

nevediluna: Pssst: qui,inter nos, spieghi anche a me il senso del tuo articolo?<.< >.>

nolvadex: dalle risposte al thread mi sembra pure sia stato apprezzato … ma dimmi, come mai di tutti i link che pubblico, anche più astrusi, questo è il primo che commenti ?? XD

nevediluna: per 3 semplici ragioni:
1. gli altri link che hai postato non hanno catturato il mio interesse;
2. mi interessano i videogiochi, il marketing, la comunicazione, tutto il resto mi annoia;
3. ti sei preso la briga di inviare una mail alla mia assistente per dirle che cambiavi redazione (e non a me, tra l’altro, non si capisce perché…), quindi, quanto meno, il primo articolo che pubblichi su XXX* voglio leggermelo per vedere "quanto sei bravo" e cosa YYY* ha perso. Fa parte del mio lavoro interessarmi delle faide intestine tra le varie redazioni :P

nolvadex: Non pretendo di essere più o meno bravo di nessuno. Non ho scatenato nessuan guerra intestina, anzi, mi sarei voluto lasciare in amicizia, ma vedo che non è stato possibilie. Tutto qui.

nevediluna: E fai bene a non pretendere. Se posso permettermi, c’è sempre da imparare e perché non farlo dai migliori: http://bit.ly/8z1NJQ . Di cosa parla l’articolo può non piacerti, però…mi metto un po’ dalla parte di della categoria che rappresento, i marketing coordinator. Noi paghiamo per avere articoli, che, nella maggior parte dei casi, mettono davvero in difficoltà il brand che rappresentiamo. Poi…ti capita di leggere TGM e…ti commuovi. E alla fine compreresti tutti i giochi pubblicizzati nella rivista o sul portale. Personalmente, penso che quello che manca ai giornalisti di oggi (e poi non so nemmeno se parlo con un giornalista iscritto all’albo o no, cmq…), più che "l’indipendenza" che, diciamocelo, non avrete mai perché siete sempre e comunque assoggettati a delle esigenze di mercato e a delle direttive redazionali, ciò che vi manca: è il rispetto. Perché in poche righe stroncate non solo un gioco, ma…il lavoro di più di 500 persone. Onestamente non vorrei essere nelle software house che hai smantellato nel giro di 100 righe. E anzi, sono un po’ rimasta stupita (e un po’ sollevata, a dir il vero) che il 5° mmo più giocato al mondo non vi comparisse, ma è anche vero che ancora non abbiamo pagato per avere pubblicità su XXX e forse è un bene, visto come li hai distrutti…
PS. Attenzione all’ortografia e alla costruzione delle frasi, spesso ti lasci prendere dalla metafora e dalla similitudine, ma…la frase perde di corpo e di senso. Inoltre nell’articolo si confondono spesso i piani di significato e tante altre cose, di cui se vuoi, sono disposta a parlarne in privato :) Scusa,ma la critica semiotica che c’è in me, ogni tanto prende il sopravvento :P
Alla prossima.

Per le riflessioni semiotiche…vi dò appuntamento alla prossima puntata :)

* Le XXX e le YYY stanno per le loro rispettive redazioni, ma visto che non mi va di fare pubblicità ora all’una ora all’altra, positiva o negativa che sia, e visto che il mio sito finisce sempre in testa a Google, volente o dolente, preferisco preservarne l’anonimato quando possibile, anche perché qui ciò che mi interessa è l’aspetto accademico della vicenda e non le faide intestine.

Tutto

domenica, 22 novembre, 2009

Per restare sulla scia di Moccia, Twilight e i miei 14 anni, ecco cosa produsse la mia mente estremamente nella norma nel lontano 1995.
Spero vivamente non vi piaccia perché…è melassa allo stato puro e persino di cattiva qualità. XD

 ***

«Tutto»
Non volevamo farlo sapere a tutti, solo ai nostri amici più cari, ma, in meno di due giorni, la notizia era già arrivata agli antipodi del mondo. Era inevitabile, ma nella parte più profonda del nostro cuore speravamo ancora che non accadesse, anche se, in realtà, eravamo pronti a gridarlo a squarciagola se nessuno ce l’avesse chiesto. Tutti sostengono di avercelo letto in faccia, eppure noi siamo convinti che, se non glielo avessimo detto, sicuramente da soli non l’avrebbero capito.
Pensavamo che dopo la sorpresa iniziale, tutti i pettegolezzi su di noi si sarebbero placati, così almeno pensavano i più fidati, a cui, per primi, l’avevamo confidato, eppure, dopo più di tre mesi, la notizia desta ancora molto interesse e curiosità.
Io, a dir la verità, trovo tutto molto insolito e straordinario allo stesso tempo, anche se, le prime volte, rispondere a tutte quelle domande a raffica, una dietro l’altra, giustificate e legittimate dal desiderio di sapere, mi ha messo, però, molto in difficoltà. Inizialmente cercavo di rispondere in maniera completa ed esauriente, poi, nonostante i miei interlocutori dimostrassero sempre enorme interesse, mi sono resa conto che in realtà a loro non interessava il reale sviluppo degli avvenimenti, la mia opinione o il mio pensiero, ma semplicemente la notizia, lo scoop. Così una frase fatta, un resoconto un po’ romanzato o anche una semplice risposta affermativa o negativa erano più che sufficienti, tanto, per loro, non era importante la realtà dei fatti, ma il fatto in sé.
Anche lui ha certamente sofferto molto questa situazione, ma quella a cui più di tutti pesava ero sicuramente io.
I commenti dei miei amici, fin da piccola, erano stati sempre molto importanti per me e sentirsi oggetto di gran parte delle discussioni che avvenivano all’interno dell’ambiente scolastico era veramente frustrante, almeno per i primi due mesi. La domanda che più mi mise in crisi fu: «Cosa ti piace di lui?». Era troppo difficile rispondere sia con una frase fatta, sia con un monosillabo e il più delle volte rimanevo perplessa e facevo fatica a rispondere, perché tutti si aspettavano da me un elenco interminabile di qualità, così alcuni prendevano la mia perplessità come una manifestazione di un sentimento poco profondo, anche se ciò, in realtà, non era vero. Così se ne andavano guardandomi di traverso ed io mi disperavo all’idea che non sarebbe più stato possibile convincerli del contrario, o che, comunque, pochi mi avrebbero creduto. Intanto quella stupida domanda continuava a fare più proseliti di una setta religiosa.
Alla fine riuscii a trovare un avverbio che non mi obbligasse né a fare una lista della spesa, né a dover dare assurde spiegazioni a persone che io ritenevo non fossero in grado di capire. Quella parola magica era: «Tutto».
Finalmente avevo risolto i miei problemi: un sacco di scocciatori e domande in meno, facce sbalordite che restavano senza parole, sguardi compiaciuti e indagatori che non desideravano altro che chiedermi il perché di una risposta del genere, ma che non sapevano trovare il coraggio per formulare una domanda tanto ardita e indiscreta e, infine, le mie labbra che non chiedevano altro che dare loro ciò che tanto bramavano.
Con «tutto» potevo voler dire qualsiasi cosa: tutto ciò che pensavano loro e tutto quello che intendevo io.
Il suo essere dolce e forte, sincero e bugiardo, sempre presente e a volte assorto in chissà quali pensieri, passionale e bisognoso d’affetto, sognatore e realista, protettivo e attaccabrighe, esuberante e riservato, comprensivo e irrazionale, amico e amante, gelido fuori e caldo dentro.
Il primo giorno che lo vidi mai avrei pensato che sarebbe finita così, poi l’incontro dopo più di tre anni, un’uscita a due, una partita di pallavolo mai guardata, i miei occhi fissi ai suoi, un bacio semplice e pure come nessun’altra cosa sarebbe potuta essere. Forse non riuscirò mai a confessare alla persona, che veramente vorrebbe sentirsele dire, neanche una sola di queste cose, però non scorderò mai tutti gli istanti trascorsi insieme, tutti i litigi e i perdoni, tutte le gelosie e le paure.
«Tutto».

Il senso di vuoto

sabato, 21 novembre, 2009

Quando finisci un libro…hai sempre quel senso di vuoto. Come se avessi finito la tua dose quotidiana di droga. Ecco perché non leggo mai. Trovo i miei personaggi sempre appaganti, ma quelli degli altri…mai abbastanza. Bisogna che faccia qualcosa per questa forma di dipendenza. Mi sono letteralmente divorata Twilight in una settimana, leggevo persino in metro e…so che sembra una barzelletta, detta così, ma…soffro la metro, tantissimo. Se leggo stando in piedi rischio di svenire. Beh, per finire Twilight…ogni volta scendevo alla mia fermata barcollante e pallida.
Ecco, vedete che effetto fa la droga?
Mi immergo troppo in quello che leggo. E poi detesto che mi si "spii" mentre lo faccio. Faccio sempre delle facce assurde: sorrido, mi vengono gli occhi lucidi, aggrotto la fronte. Uno spettacolo, insomma.

E poi, la cosa più frustrante della metro è che…quando arrivi, devi chiudere. Indipendentemente da dove tu ti sia fermata a leggere e…io ero famosa per non aver MAI pianto leggendo un libro, perché…li divoravo ad una tale velocità che non davo il tempo all’emozione di sfociare. Mentre in metro, se sei al punto cruciale, ti interroghi per tutta la giornata sul "come andrà a finire" e continui a ripensare alle emozioni che evoca.
Beh, giusto perché non pensiate che Twilight mi sia piaciuto. Non mi è piaciuto. Traduzione approssimativa, un po’ sgrammaticata, poco fluida, troppi punti, trama…ma c’è davvero una trama?!
Mi sono persino rivista il film, per…cercare di sforzarmi di capire cosa ci trovasse la gente in un film del genere. Devo dire che rivederlo, sapendo tutto…te lo fa apprezzare almeno il 40% in più.
Però, i dialoghi restano di una prevedibilità, noia e insignificanza che penso abbia eguali solo in Moccia, in Italia.
L’idea è buona, però…è davvero sviluppata coi piedi.

Oggi si va “On air”

domenica, 15 novembre, 2009

Mi pare doveroso per quei lettori che hanno scoperto questo blog oggi, giorno speciale. Giorno in cui nevediluna-on-the-net è stato aggiunto "live" al mio Facebook personale, dare alcune delucidazioni su "Come si legge questo blog". Riporto quello che ho scritto nella sezione relativa di Facebook.

« Beh, se non l’avevo fatto prima, era solo perché ero niubba :P Comunque ora potete leggervi il mio blog tramite Facebook. Vi prego: discrezione e clemenza u.u che…già scriverne uno non è facile e vivo profondi conflitti interiori e sono solo un essere umano e…e…e… *oddio sono già in iperventilazione*.
Beh, se potete, NON leggetelo e NON commentate che vivo meglio :P .
Ah, prima che iniziate a dire "Ah, ma allora questo è vero!", "Ah, mi riconosco in questo"…sappiate che sono solo storie e punti di vista. Non tutto quello che leggete è oro…o forse era quello che luccica? O.o? »

Ore: 12.43:
«E già il primo che ha letto e si è scazzato è arrivato.
Ripeto quanto sopra: il mio blog è personale. Se vi ci identificate mi fa piacere, ma DETESTO profondamente le persone che mi vengono a dire "Ma questo sono io?!".

Non rispondo a questa domanda.

Il blog non è fatto per i miei amici, è fatto ad uso e consumo dei miei lettori.
È un dialogo personale tra me e loro, fatto perché solo loro capiscano.
Potete pensarla diversamente, potete venirmi a dire "ma io penso che le cose siano andate in modo diverso, penso che tu ti sia inventata tutto!".
Sî, mi sono inventata tutto.

Quindi non cercate di capirmi attraverso il mio blog. Rimarrete delusi.

Ci sono diverse sezioni, all’inizio del blog, nei primi post è spiegato come leggerlo.
La sezione "Lu si racconta" è tutta inventata, la sezione "Diario" tratta di mie esperienze personali vere.
Vi accorgerete presto, che la sezione "Lu si racconta" è la più estesa e la ragione è semplice: non ho aperto un blog per parlare della mia vita personale. Ho aperto un blog, per scrivere storie.

A buon intenditor…

Buona lettura.»

Altra precisazione: i commenti sono moderati. Non li vedrete online finché io non li approverò e SE li approverò.
La ragione è ovvia: in parte è legata a ragioni di spam, in parte è legata proprio a ciò di cui parlavo di cui sopra: non permetto ai miei amici di "rovinare" il rapporto con i miei lettori, lasciando loro svelare chi è chi nella mia vita personale.

Alla prossima.

Pensieri sparsi

mercoledì, 11 novembre, 2009

Per prima cosa…non era vero che chi era immusinito ieri a lavoro non era stato in ferie: erano tutti appena tornati come me. Perciò, l’immusonimento ve lo fate passare perché di lavorar così non se ne può più! Se il lavoro non vi piace, potete sempre cambiarlo! E se non volete cambiarlo, quanto meno sorridete, per Dio!

***

A volte pensi di condividere qualcosa con qualcuno. Pensi di condividere qualcosa di importante e tempo 24 ore non solo ti ha già dimenticato, ma non ritiene nemmeno più importante dirti la verità, ma semplicemente ti ignora come se fossi nessuno per lui. E allora ti chiedi: perché cazzo ho speso 5€ di telefonate per lui?!

***

Come far impazzire il ragazzo che ti piace e che è una gran idiota in due semplici mosse:

Case history 1:

Torni dalle vacanze. La prima cosa che il ragazzo dei tuoi sogni ti chiede è di fargli un pompino. Accetti.
Ti propone un appuntamento a casa sua. Accetti.
Sconvolto dalla tua accondiscendenza ti dice: "Sei, sicura? Guarda che potresti finire nuda nel mio letto".
E tu: "E quindi?"
E lui: "E non pensi alla mia fidanzata?!"
"La tua fidanzata sono problemi tuoi, non mi riguarda."
"Ma…prometti di non andarglielo a dire???"
"Mmm…fammi pensare…"

*importante momento di silenzio*

"Il problema non è dirlo o meno alla tua fidanzata ,il problema è cosa succederà quando lo verrà a sapere."
"Nessuno lo verrà a sapere."
"Presente quel detto che dice «le bugie hanno le gambe corte»? Ecco, io lo terrei bene a mente, fossi in te!"
"Hai paura della mai fidanzata?!"
"Assolutamente sì. È peggio di un cane che marca il suo territorio!"
"Ehhh, va beh. Anche per questa settimana hai perso la tua occasione di far sesso con me!"
"Beh, direi che anche per questa settimana ho perso l’occasione di farmi uccidere dalla tua fidanzata. Il che…non è esattamente un male!"  

Case history 2:

"Ciao, come va?"
"Bene, tu?"
"Ah, sono scazzato. Lei è uscita con quell’altro. Sono andati ad un concerto insieme. Sicura di non volermi mostrare un po’ della tua lingerie per tirarmi su?"
"Non mi piace spogliarmi da sola, preferisco guardare «qualcosa» o «qualcuno»…"
"Posso spogliarmi anch’io, se vuoi."
"Interessante."
"Wow! Non ho mai fatto sesso virtuale! Usi anche qualche «giocattolo»?"

*la sua bava virtuale sta quasi per trasudare fuori dallo schermo del mio pc…*

"Posso lasciarti guardare mentre mi infilo il pigiama, se vuoi. Non uso giocattoli, preserisco le cose naturali"
"Awww…ma non è sesso virtuale, così!"

*frustrato, inzia a raccogliere la sua bava e voi non avete ancora fatto nulla di tutto quello che gli avete fatto credere che avreste fatto*

"Prendere o lasciare."

"Senti, ma…se scarico Skype, poi voglio vederti nuda,eh!"
"È fuori discussione. Non mi spoglio di certo al primo appuntamento su Skype!"
"Ma voglio vedere qualcosa di più che te nuda, però…"
"Di più?! Vuoi passarmi ai raggi-x?Lol"
"Voglio farti di tutto!"

*la bava che ricomincia a colare…*

"Conosci il detto: chi troppo vuole…nulla stringe!"
"Beh, se la metti così…se non posso avere ciò che voglio, preferisco niente, allora."

*e il gioco è fatto! Il sesso debole ha vinto 2-0!!!*

"Te l’ho detto: le cose bisogna guadagnarsele!"
"Vorresti farmi credere che se anche ti invitassi a casa mia stanotte, non faresti sesso con me?!"
"Non sono così facile, lo sai. Tuttavia non decido queste cose "a priori"…dipende dal momento. In ogni caso, il fatto che tu sia fidanzato è un ottimo deterrente!"
"Avrebbe potuto essere divertente…"
"Beh, lascia la tua ragazza, e forse potrai avere ciò che vuoi."
"Beh, vado a giocare con l’Xbox. Mi rilassa."

*povero…un uomo distrutto…solo l’Xbox gli resta…*


N.d.R.:
da notare che in tutto questo non vi ha mai detto perché la sua fidanzata è uscita con un altro, non vi ha mai trattato neanche lontanamente come un essere dotato di cervello, ma solo ed esclusivamente come un oggetto sessuale e voi…gliel’avete proprio messo…in quel posto! :P

Tornata

martedì, 10 novembre, 2009

Saluta, sorride. Felice, rilassata e…tutti la guardano in cagnesco. Come mai? Ah, perché è lunedì mattina e loro non sono andati in ferie.
Beh, il mio buonumore oggi è rimasto inalterato, almeno fino a quando non ho visto "qualcuno" ridere spensierato mentre parlava con la sua ex.
Anche alla capacità di sopportazione c’è un limite.
Touchée.
E speriamo che domani sia una giornata migliore.