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Archive for aprile, 2009

Niente poemi e polemiche, stasera.

sabato, 18 aprile, 2009

Non ho voglia di scrivere molto, solo di bearmi della calma apparente prima…della Convention. Sì, martedì si parte per andare al Napoli COMICON a Castel Sant’Elmo. Albergo vista mare, con piscina…ahhh, che non useremo perché non ne avremo di sicuro il tempo. A proposito…forse dovrei comprar un costume, cuffietta e ciabattine? Voi che dite?!
Proiettiamo gli episodi 1 e 2 di Wakfu sottotitolati in Italiano, vedere per credere:
Wakfu al COMICON
Domani devo finire l’ep 2 e se tutto va bene, lunedì lo incorporiamo, Ankama ci ha gentilmente messo a disposizione un tecnico che ci ha fatto l’incorporazione in 5 min…fantastico!*.*

Inoltre, devo prepararmi psicologicamente a far la giurata per il Cosplayer Challenge contest.
Ma…CHE DIAVOLO DEVE FARE UNA GIURATA DI UN COSPLAYER CONTEST?!
E non è che mi mandano in giro vestita da Sram/Etram, vero? ‘>.>
*terrore negli occhi*
Per certo noi e le nostre flyer girls indosseremo una maglietta marrone, cercatele…una delle 4 sarò io :P

La proiezione degli episodi è prevista per Domenica 26 Aprile 2009 alle 12.00! Vi aspettiamo!

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Basta, direi che ho finito di fare pubblicità :P
Torniamo a me e alle mie paranoie serali. Mi stavo guardando un episodio di Dr. House (stagione 5, ep. 14) e c’è questa famosa ricercatrice contro il cancro che un bel giorno si stanca e dice che fare la ricercatrice non la rendeva più felice, nemmeno fare cose straordinarie, nemmeno salvare vite e…decide di…diventare chef di un ristorante! E c’è quest’intrigante dialogo tra Taub e lei:

Taub: Che importanza ha se passa un po’ di tempo a letto?
Paziente: Il fatto che non lavori, non significa che non abbia cose da fare. Ho il gruppo di lettura, le lezioni di piano, le lezioni di cucina. Mi rendono felice.
Taub: Una calda frittella di mele mi rende felice. Non mi soddisfa come persona.
Paziente: E lavorare qui, sì?
Taub: Se non lo facesse, avrei trovato un modo di tornare a fare lifting alle pance.
Paziente: Beh, buon per lei. Se il suo lavoro la soddisfa e la rende felice, e’ una cosa rara.
Taub: Non ho detto di essere felice. Amavo fare il chirurgo plastico. I soldi, lo stile di vita. E questo lavoro fa schifo in tanti modi. Guadagno una miseria, son sempre irritato, ma…
Paziente: Puo’ guardarsi allo specchio e dire: "oggi ho fatto qualcosa di utile".
Taub: Esattamente.
Paziente: Beh, quello e’ importante. E mi manca.Ma semplicemente non mi bastava più.

Poi la stessa paziente spiega la sua posizione anche al Dr. Wilson:

Dr. Wilson: Perche’ ha smesso di lavorare?
Paziente: La cosa peggiore e’ che adesso, ogni volta che mi ammalo, devo stare a sentire una dozzina di persone che mi giudicano.
Dr. Wilson: Vuole che mi congratuli con lei? Al momento ho quattro bambini in oncologia pediatrica che stanno per morire. Tre di loro entro un anno, l’altro entro pochi giorni, probabilmente.
Paziente: Saranno fatti dei passi avanti. Con o senza di me, qualcuno trovera’ la risposta.
Dr. Wilson: Forse. Io…Sono in trincea. Sto curando i feriti al meglio. Lei ha avuto la possibilita’ di mettere fine alla guerra. Come potrebbe qualcuno come me continuare a combattere quando qualcuno come lei semplicemente… ha mollato?
Paziente: Quando ho lasciato il mio lavoro, molte persone si sono infuriate con me. Era piu’ facile arrabbiarsi piuttosto che ammettere che non erano felici, che erano rimasti bloccati davanti ad un muro nelle loro vite, incapaci di andare avanti. Qual e’ il suo muro?

Qual’è il mio muro? Ho un muro? O sono ancora nella fase in cui il "fare qualcosa di utile" mi rende felice.
Non lo so.
A volte penso che normalmente non saremo mai felici. Non siamo fatti per esserlo, ma per…non accontentarci mai ed è questa continua ricerca della felicità che…ci rende infelici.

Buonanotte a voi e al vostro muro.

Come farsi licenziare in 5 mosse

martedì, 14 aprile, 2009

1. Dire al tuo superiore che non conosce nemmeno le 5 W della notizia;
2. Dimostrare ai francesi che la comunità italiana è più attiva della loro;
3. Rifiutarsi di passare la vita a tradurre e cercare di mettere un po’ della propria personalità nel proprio lavoro;
4. Far presente che la pubblicità in Italia è 20 anni avanti rispetto a quella francese;
5. Rifiutarsi di perdere 5 minuti della propria vita, moltiplicati per il numero di persone con cui si interagisce, per compiere il seguente rituale:
- Buongiorno!
- Buongiorno.
- Come va?
- Bene, grazie. E tu?
- Bene, grazie. Scusa se ti disturbo, vorrei chiederti un favore, se non ti dispiace. Avrei bisogno di…
- ….
- Grazie mille!
- Di niente, è stato un piacere!
- Alla prossima.
- Alla prossima.

Et voilà! Il gioco è fatto!
Beh, dopo quanti? 8 mesi, vengo ancora minacciata di licenziamento. Quello che posso dire è che lavorare con i francesi è la cosa più rognosa che ti possa capitare. Forse sarò irriguardosa nei confronti di chi un lavoro non ce l’ha e fa fatica a trovarlo, ma…parliamone!
Sono andata ad abitare in culo al mondo, perchè me l’hanno chiesto loro.
Senza sapere una parola di francese.
Lontano dal mio ragazzo, dai miei amici, da tutto.
Mi sono sforzata di imparare la lingua, gli usi e i costumi.
Mi hanno parlato in francese per mesi senza nemmeno sforzarsi loro di parlare inglese (finchè si sono rassegnati all’evidenza che…se mi parlavano in francese proprio non capivo).
Mi hanno tolto degli incarichi senza motivo o adducendo pretestuosamente che non ero in grado di farli, dandoli all’ultimo venuto amico di famiglia.

Ho accettato questo lavoro, non perché ne avessi bisogno, a differenza di tanti altri (e se mi licenziano non potrebbe sbattermene di meno), ma perché pensavo di poter imparare qualcosa.
Non ho imparato nulla.
Tutto il marketing e la comunicazione che viene usata in Francia è davvero 20 anni indietro all’Italia. Questo ti dà possibilità di sperimentare in Francia, ma…per l’Italia?
Voglio dover applicare quello che ho studiato, la semiotica, l’analisi del testo, la comunicazione pubblicitaria e voglio scoprire che sono inadeguata perché…non ho studiato abbastanza o perché non ho abbastanza esperienza e non perché sono italiana e, quindi, maleducata.

Oggi mi è stato detto che nel mio volantino "non c’era marketing". L’ho riguardato.
L’immagine ritraeva un essere di piccole dimensioni che sollevava con un dito un masso 4 volte più grande di lui; il payoff, l’unica cosa fatta da me, diceva: " (nome della marca-prodotto) il mondo dove tutto è possibile, ti aspetta!"; seguivano in alto il logo e il link al sito.
Il mio payoff era così brutto?
Da zero a dieci, secondo voi, quanto è offensivo sentirsi dire "Non c’è marketing nel tuo annuncio"? Vuol dire: "Il tuo payoff fa schifo". Perchè il payoff è l’unica cosa che teoricamente potevo fare ancora io (ora manco quelli posso fare, mi vengono dettati -.-’ …evvai! Si fanno progressi, no? Evviva il lavoro gratificante!).
Sorvolo sul fatto che chi mi ha rivolto la critica era francese e probabilmente non ha nemmeno capito cosa c’era scritto.
La mia risposta a questa offesa è stata: "Se mi chiedi un’opinione sui nostri annunci pubblicitari, mi viene da dire che normalmente sono un po’ ridondanti e noiosi. Per l’Italia sarei dell’idea di fare un payoff corto, con una semplice immagine. In italia la comunicazione è molto più avanzata che in Francia. Gli italiani sono molto più esigenti, per questo avevo optato per questa strategia".
Il risultato è stato che la MIA frase era offensiva. -.-’
Non ho parole.
Viviamo davvero su due universi diversi.
Ne ho le palle piene.

E con questo chiudo.

Anche i giocatori piangono…

venerdì, 10 aprile, 2009

Non so da dove iniziare questo post. Forse semplicemente da questo link:
Addio ad un amico

Sto piangendo ininterrottamente da quando ho iniziato a leggerlo. Ero a lavoro quando ho letto il primo post. Abbiamo trattenuto a stento le lacrime.
Non voglio scrivere anch’io in quel post, ma voglio fargli il regalo più grande, perchè nessuno dimentichi.

Sfoghi e riflessioni

martedì, 7 aprile, 2009

Normalmente non amo molto parlare di quotidianità sul mio blog, perché per me è proprio un modo per evadere dalla quotidianità e non era mia intenzione iniziare il post di questa sera così, però…stasera, mentre cercavo di reperire qualche informazione sul terremoto in Abruzzo (e normalmente non mi interesso nemmeno molto ai fatti di cronaca e alle tragedie, ma stavolta…boh, sarà il fatto che sono qui, sarà il fatto che un po’ la mia Italia mi manca, ecc.) mi sono imbattuta in questa frase:
«Abbiamo tirato dalle macerie una ragazzina di 15 anni morta mentre dormiva, poi abbiamo tirato fuori un’altra che dormiva abbracciata con il ragazzo, tutti e due morti».
Tratta da questo articolo:
L’Aquila gravissimi danni in provincia

Normalmente non sono nemmeno troppo sensibile a queste tragedie, ma non so…l’immagine di lei abbracciata a lui e…sono scoppiata a piangere. E ora non riesco a pensare ad altro.

Va beh, mi sforzo di risollevare l’atmosfera di questo post e farlo ripartire da dove volevo cominciare…

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Beh, come noterete nell’ultimo periodo sto scrivendo molto di più sul blog e la realtà è che…devo sfogarmi.
Il lavoro è tremendamente frustrante. Tranne in quei "brevi momenti di luce intensa" in cui ti viene data la possibilità di organizzare eventi, di fare meeting ed incontrare persone nuove, famose o meno che siano. Per il resto, la comunicazione verso l’Italia consiste principalmente in un lavoro di traduzione. Cosa che aborriamo, ma…tal’è la politica aziendale e non si può cambiarla, perciò…è frustrante, perché puoi mettere del tuo nel tuo lavoro solo in rare occasioni e per il resto non fai che riprodurre parole usate da altri, testi che non hai scritto tu.
Immaginate cosa significhi per una comunicatrice, per una blogger e per una scrittrice dover sempre e solo tradurre testi scritti da altri?! Essere consapevole che, per esempio, quel testo, sì, proprio quello, per l’Italia non funzionerà e non poter cambiarlo, perché…non ne avete l’autorità. Penso ne parlerò al capo. Per vedere se c’è possibilità di personalizzare un po’ questo lavoro di traduzione. Però non è mia intenzione insistere più di tanto, in fondo…il mio è un malessere generale.
Sono in Francia da più di 6 mesi, ormai inizio a parlare francese e a conoscere i francesi e mi sono rassegnata al loro razzismo al loro senso di superiortà. Ben venga, ci perdono loro.

Pensate cosa sono riusciti a fare: circa 2 mesi fa mi è stato chiesto di provare a vendere un prodotto. Senza aver la benché minima idea di quello che stessi facendo, ho contattato diversi acquirenti. Tutti si sono dimostrati interessati e ho ottenuto anche una proposta d’acquisto.
Un mese fa, mi è stato tolto l’incarico, perchè ora se ne occupa un francese, che ha lavorato per una famosa compagnia di videogames e ha decisamente più esperienza della sottoscritta. Inoltre, è stato assunto appositamente.
Bene, giusto ieri, mi fa un sunto di quello che è lo stato delle acquisizioni e salta fuori che…ha contattato i miei stessi acquirenti, per vendergli lo stesso prodotto e…gli hanno risposto che "non erano interessati"!?! Ma come?! A me dicono di sì e a lui di no? L’unica cosa che è cambiata…è la persona!
E quindi sono giunta è una conclusione: il motivo è che è francese. Ragiona da francese. Vuole che gli italiani pendano delle sue labbra, come farebbe in Francia. In Italia non funziona così :D o tu agli italiani proponi qualcosa o…loro non vedono il motivo per cui dovrebbero investire in un progetto o comprare un prodotto. Siamo pratici, materialisti, ci facciamo poche pugnette.
Beh, auguro al francese buona fortuna, se non si è già completamente mangiato la faccia sul mercato italiano e io torno al mio cinico mondo di "traduttrice" con un bel «ve l’avevo detto» stampato in fronte u.u

Insomma, credo che tornerò a scrivere un po’. Perchè…io attraverso queste fasi "creative". Vorrei rivitalizzare vecchi progetti (chissà che non compaiano altri racconti e rubriche :P ), inoltre è un po’ che non vi parlo delle disavventure di Lu, ma il problema è questo: la sua autrice sta leggendo un po’ di libri per aggiornarsi su quelle che sono le nuove tendenze del momento in Italia per dare a Lu un po’ più di brio e di vitalità che non sfoci però nell’eccesso e nel parossissmo come spesso le capita. Vedremo come andrà a finire questa storia :)

A presto :*

Stasera sono un po’ maliconica…

mercoledì, 1 aprile, 2009

È arrivata la mia nuova assistente, cioè "mia" per modo di dire, parla italiano ed è sotto la mia responsabilità e mi aiuta per il marketing e tutto il resto. È adorabile, fa qualche errore di italiano scritto, ma…abbiamo fatto la stessa università, veniamo da circa la stessa città, è italiana…ed…è un sogno *.* Finalmente qualcuno con cui dire: "I francesi sono dei gran stronzi!" in compagnia. Mi ha aiutato a cercare un posto dove vendevano lavatrici. Le voglio un bene dell’anima e di fatto…lavoro con lei solo da due giorni!
Le ho delegato molto e…ho più tempo libero finalmente, mi sento anche più rilassata, meno responsabilità.
Stasera ho salutato due disegnatori che partono per tre mesi per il Giappone…uno mi piaceva anche, ma…non c’è stato molto modo di "conoscersi" e…proprio ora che inizio a parlare francese…*sob*.
Con P. finalmente le cose vanno meglio, mi ammorba meno. Non so come, ma tra il dire che sono fidanzata e promessa sposa (mica vero) e la nuova assistente italiana…mi lascia finalmente respirare. Stasera per dire, mi ha lasciato salutare i due disegnatori da sola, normalmente mi fa un po’ da balia e ora non si fa più vivo, il che…è un bene.
Ho iniziato finalmente a uscire con chi mi piace davvero e non con chi ero costretta ad uscire perché nessuno mi rivolgeva la parola. Anche se…ho sempre un po’ paura di parlar francese…è difficile conoscere davvero le persone…*uff*.
Stasera abbiamo scoperto che se tra spagnoli e italiani parliamo francese ci capiamo, ma…che se parliamo francese con i francesi…loro non ci capiscono XD…perfetto…XD
Inoltre, oggi, in ufficio, non ho idea del perché…ma…tutti i grafici, a turno, uno per volta, mi hanno contattato e mi hanno detto: "Sappiamo che ora parli francese, perciò d’ora in poi ti parleremo in francese!" >.< aiutooo >.< Ho impiegato 3 mesi perché imparassero a parlarmi in inglese…ora, adieu…sarà la fine…non capirò più nulla.
Ma per fortuna c’è l’assistente che mi traduce :P

E poi dovete vederli, mentre io sto lì, davanti a loro a sudar sette camicie per farmi venir le parole, la pronuncia e riuscire a finir una frase in meno di 5 minuti, loro ti guardano con quello sguardo materno, no? L’occhio lucido, languido, con scritto in fronte: "Sei adorabile mentre cerchi disperatamente di imparare la nostra fantastica lingua" (sul "fantastico", si potrebbe discutere…), che…se devi conquistare un ragazzo che ti piace, va anche bene, ma…se funziona con tutti…potete immaginare, anche le ragazze mi guardano così, ora…O.O

E pensate che ho fatto solo due lezioni di francese, finora…pazzesco.

Ah, forse voi volete fapere della Fiera del Libro di Bologna, beh…tremendamente faticosa. Mi è venuta la febbre già dopo il primo giorno. Non ci andrò mai più da sola, questo è certo. Non ho mai dormito a casa, ho visto mia madre due volte e mio padre e il cane una. Ho passato 4 giorni in tailleur e tirandomi dietro un valigino con ruotine con i prodotti dell’Ankama e nessuno mi aveva avvisato che serviva tailleur e valigino, a maggior ragione, infatti, il primo giorno avevo la febbre, dopo essermi scarrozzata tutti i fumetti Ankama sulle spalle con lo zaino.

Il Kids Licensing Forum, invece, è stato davvero interessante, bisogna necessariamente andarci ogni anno e di nuovo essere in due, perché…non si può partecipare a tutto da soli :/
Ho scoperto che di licensing non ho studiato una ceppa e non ci capisco nulla e bisogna che…paghi e…mi aggiorni :/ (ma magari faccio pagare ad Ankama :P )

L’incontro con la PanDistribuzione venerdì è stato…complesso. La sede me la aspettavo decisamente così, estaticamente. Un po’ come è Ankama. Mi hanno accolto calorosamente, ho conosciuto con chi lavorerò o cercherò di lavorare, se Ankama me lo consente, ovviamente. Mi piacerebbe dire di più, ma poi vi rovinerei la sorpresa :P

Un’altra news importante, Ankama parteciperà al Napoli COMICON il 24, 25 e 26 Aprile. Sponsorizzeremo il contest di cosplaying di quest’anno che si terrà nell’auditorium, avremo un’area espositiva e sempre nell’auditorium tenteremo di proiettare due episodi di Wakfu in inglese. Sto facendo di tutto per farmi dare i sottotitoli in inglese per poterveli tradurre in italiano e farli passare in sovrimpressione, ma…devo far tutto da sola, perché il team è occupato in altre cose e…non ho idea di come fare e…nemmeno so che programma usare per campionarli >.< insomma…sono uno zero in ste robe tecnologiche >.< *sbatte la testa contro il muro*. Inoltre, se non mi passano le trascrizioni in inglese/francese…oltre che sbattere la testa contro il muro…direi che ho ben poco da fare :P

Ah, forse non è ben chiaro perché sono malinconica stasera:
1. perché un ragazzo che mi piace sta in Italia;
2. perché vorrei aver modo di conoscere delle persone che…invece faccio fatica a conoscere;
3. perché ho delegato e ho più tempo libero per essere malinconica;
4. perché non sono per nulla felice di non aver potuto "far vacanza" nella settimana della Fiera del Libro, anzi…ho lavorato come mai prima; >.<
5. perché ci sono ragazzi che mi piacciono anche in Francia, ma non riesco ad interagirci e quando ci riesco, spesso e volentieri sono superficiali; -.-’
6. perché vorrei dire tante cose su questo blog, ma quando scrivo le pagine di diario mi devo sempre contenere, se no, poi…qualcuno si offende;
7. perché forse riesco finalmente a finir la tesi;
8. perché ho incontrato il mio professore di Economia ed Organizzazione delle Imprese Editoriali alla fiera e…mi è venuta nostalgia dell’università; :(
9. perché quasi tutti i miei sogni si sono avverati, manca forse solo lo stare in Italia, il percepire un salario un po’ più alto, lo sposarmi ed aver dei figli, ma…che dire, non si può avere tutto dalla vita, no?

Direi che è tutto, per ora.
A presto.