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Archive for gennaio, 2009

Finito.

sabato, 17 gennaio, 2009

Scusate, ci ho impiegato un po’, ma "La dinamica del metrò" finalmente è finito e potete leggere il prosieguo della storia.

Buona lettura ^^

01/11/2008 – La dinamica del metrò

giovedì, 8 gennaio, 2009

Ok, col computer rotto mi annoiavo e ho scritto un casino, va bene? Potete sempre "sorbirmi" a piccole dosi, se non vi va, però…questo è l’ultimo post che non avevo ancora trascritto, perchè…è lunghissimooo. >.<
Buona lettura.

La dinamica del metrò

Ci sono giorni come questo. Fuori piove. Ok, qui piove sempre, ma…non so, oggi…è diverso. Sto riempiendo le pagine del mio diario, incessantemente, come se dovessi liberarmi di tutti i "pesi" di questi mesi. Tra l’altro…ieri sul lavoro mi è venuta la prima crisi di tachicardia e oggi…ho 120 pulsazioni a riposo -.-’…addio, come andar in bicicletta per 24 ore filate no stop.
Ho cercato di mettermi tranquilla, ma…niente. Solo scrivere mi calma.
Se solo avessi fatto le analisi che dovevo…
In realtà, le avrei pure fatte, se non fosse che sono, con oggi, 8 settimane che cerco di procurarmi il "numerò de securité sosial" (scritto come si legge, ovviamente :P )…la burocrazia francese, uno fa davvero in tempo a crepare prima di ricevere le cure che deve ricevere…

Oggi pome devo assolutamente andare a fare un po’ di compere, solo che…sono distrutta…

Ho scoperto le complesse dinamiche del metrò. So che sembra assurdo,ma…c’è un vagone per tutti.
Il primo vagone è per i "colletti bianchi", per i lavoratori, insomma. Tutti i giorni, sempre le stesse facce, alla stessa solita ora.
I vagoni centrali sono per gli studenti e per i fighi. Non mi chiedete perché, ma…i fighi non salgono mai sul primo vagone, che in genere è più vuoto e, giustamente, è quello in cui sto io. u.u’

Mi sono accorta che soffro la metro, se mi metto in piedi, appoggiata sul "culo del vagone" e leggo. È come star in ottovolante e…mamma mia i vuoti d’aria…@.@. Un giorno a momenti o vomitavo o svenivo o…grazie a Dio un ragazzo ha visto la mia faccia cerulea e…mi ha fatto sedere.

Poi "andare in metro" equivale ad "andare a fare la sauna". Ma…gli impianti di ventilazione, no, eh? Ogni volta che entri nei sotterranei inizi a spogliarti: via i guanti, via la sciarpa, via il berretto e quando proprio si soffoca…via pure il cappotto! Pazzesco!

Comunque, ad avvalorare la teoria dei vagoni "assegnati", un giorno ho preso la metro per un soffio e, ovviamente, non ho fatto in tempo a correre al mio solito primo vagone, ma sono capitata in uno di quelli di coda. Eravamo pressatissimi, perché erano giorni in cui la metro aveva qualche problema e, quindi, quando ne passava una…ci si buttava dentro…al massacro, proprio!
Quando sali, la prima cosa da fare è: cercare se ci sono posti a sedere liberi, per non fare 30 minuti di metro in piedi. La seconda cosa: avere la prontezza di reazione per, dopo aver visto che posti a sedere…neanche a parlarne, fiondarsi su quelli che io chiamo "poggia-sedere". Sembrano "semi-mensole", "semi-davanzali" ad altezza di culo, dove, appunto, adagi il tuo adorato sederino. Non so se li avete presenti.
Questi posti sono i più ambiti dopo quelli a sedere. Ce ne sono 4 per ogni porta e…bisogna davvero essere veloci, perchè…se perdi la corsa…resti con il tuo braccio teso, attaccato ad un palo per 30 minuti in posa plastica, perché…se solo ti muovi…perdi pure "il posto al palo" e allora inizi a "rotolare" ovunque la metro vada, sbattendo e urtando contro gli altri passeggieri che…ti guardano con disprezzo, indispettiti dalla tua scomoda presenza.
Così, quel giorno, pressatissimi saliamo a bordo. Io vinco una gara per un poggia-sedere e un ragazzo, forse più giovane di me, ma un gran figo, mi si piazza proprio di fronte.

Dimenticavo: prima di diventare i "paria del vagone", avete eventualmente un’ultima possibilità: appoggiarvi, a mo’ di tappezzeria, sulle porte scorrevoli, solo che è visibilmente molto scomodo, perché…ogni volta che si arriva in prossimità di una fermata , dovete scostarvi, se non volete cadere fuori appena le porte si aprono.
Nonostante questo, ho notato che molti francesi preferiscono, piuttosto che la vicinanza forzata con uno sconosciuto, appoggiarsi comunque alle porte.

Insomma, questo ragazzo belloccio aveva la possibilità di appoggiarsi alle porte, ma invece piazza la sua mano destra sul palo in alto alla mia sinistra, e che io stavo parzialmente comprendo, quindi oserei dire che non stava affatto comodo e la sua mano sinistra sul palo vicino alla porta e, ovviamente, anche quello era un po’ coperto da me (i poggia-sedere sono circondati da due pali da ambo i lati, per intenderci).
Così, me lo trovo proprio di fronte. Non sembra interessato/disturbato dalla mia presenza/vicinanza.
Le fermate passano e il vagone inizia  svuotarsi. Continuo a non capire perché lui perseveri nello stare in quella posizione scomoda. Oramai c’è spazio, potrebbe spostarsi…Niente.
Passano altre fermate. Ora il vagone è decisamente vuoto, ma, al contrario, mi pare che…lui mi stia sempre più addosso!
A questo punto inizio seriamente a pensare che ci stia provando…
Che faccio? Io di certo non posso muovermi, sono letteralmente imprigionata da lui e dalle sue braccia…belle braccia, tutto sommato…
Continuiamo a stare così. La mia fermata è lontana, lui di certo scenderà prima, quindi…perché non rillassarsi ed approfittare della piacevole vicinanza?
Più passa il tempo, più sembra crearsi una qualche…come dire…"alchimia"?
Come tra, non so se vi è mai capitato, ma a me sì: tra il pittore e il soggetto dei suoi ritratti (mi feci fare un ritratto alla Piazza degli Artisti, a Parigi, quasi 10 anni fa…). È strano, guardi negli occhi una persona che non conosci per più di mezz’ora e…i pensieri che ti attraversano la mente in quei momenti sono…tanti e strani. Guardi e vieni guardata. Io ricordo perfettamente, a distanza di 10 anni, i lineamenti di quel pittore. Non era un bell’uomo, però…fui totalmente catturata da quello sguardo ed intanto pensavo: "Riuscirà questa persona a dipingermi come sono davvero? La mia anima?" e posso davvero dire che ci riuscì. Quando guardo quel ritratto, appeso in camera mia, in Italia…i miei occhi…"rilasciano" ancora lo sguardo che avevo allora.
Ecco, in metrò, per quei, spesso pochi, minuti di viaggio, tu…studi gli altri passeggeri, li osservi e…sovente…si instaura "qualcosa", che magari finisce appena uno dei due scende, però…è "qualcosa" nel vuoto delle nostre vite.
Per esempio, un giorno vidi uno studente di disegno artistico disegnare i volti delle persone che gli sfilavano di fronte, fermata dopo fermata…stranissimo, davvero.
Ieri sera, per Halloween, un sacco di bambini, con le loro mamme, salivano e scendevano dal vagone in cui ero io, mentre tornavo a casa. In genere non sono molto fan dei bambini, chiassosi e piagnucolosi e poi i bambini che piagnucolano in francese…lol, fanno morir dal ridere con tutti quei suoni vocalici e…la loro incapacità di dire la "erre", che si impara in tardissima età.
A un certo punto, è salita sulla metro una bambina bellissima. Aveva tutta la faccia "truccata" per "la serata". La mamma le diceva cose, che spesso non capivo, perché il francese ancora non lo capisco bene e poi il baby-talk è quasi impossibile da capire per me.
La mamma la baciava continuamente e poi la bimba prese l’iniziativa e…baciò lei la mamma! Sporcandole il labbro con il trucco. La mamma sorrise e le disse: "Guarda, visto cosa hai fatto?", indicandole il labbro sporco di bianco, e la bimba rispose: "Volevo solo darti un «bisou»!" Bisou = bacino. Mi ha fatto morire. Quella scenetta mi ha allietato il ritorno a casa e quando mi sono guardata riflessa nel vetro…stavo sorridendo.

Così, quel ragazzo…giuro che a un certo punto eravamo così vicini che ci saremmo persino potuti baciare. I passeggieri appena saliti ci guardavano con curosità, forse pensavano davvero che ci conoscessimo e che magari fossimo pure fidanzati!

La situazione mi divertiva e mi intrigava, volevo vedere fin dove saremmo arrivati…
Finchè…lui arrivò alla sua fermata e…la magia finì. Di sfuggita lo vidi salire le scale mobili e guardare incessantemente verso di me, ma…era troppo tardi, le porte si chiusero ed io ero in ritardo per andare al lavoro.

Volete la morale? Beh, che spesso persino degli sconosciuti sono capaci di regalarci dei momenti che impressionano le nostre vite, come in una foto…

01/11/2008 – Viral Marketing

mercoledì, 7 gennaio, 2009

Continua il mio recupero dei post scritti "su carta" e l’argomento di oggi è…

Viral Marketing

Oggi parliamo di viral marketing, questo sconosciuto.
Nemmeno io sapevo che fosse prima di 3 giorni fa.
Il viral marketing sarebbe una pratica diffusa e abusata che consiste nel fingersi un giocatore, registrarsi ad un forum e spammare pubblicità del gioco che si vuole pubblicizzare, suppergiù.

Nella mia beata ignoranza, nel mio tempo libero a lavorare (e perché ho il pc rotto a casa e, quindi, non potevo farlo da casa, diciamo), decido di registrarmi a questo forum: forumeye.it. Sapete, col lavoro che faccio, vedo e ho iniziato a conoscere e frequentare diversi forum, e questo…mi sembrava carino: un sacco di gente che parlava dei videogiochi che più gli piacevano e, soprattutto, c’era già un thread su DOFUS. Lo leggo. Parlano di viral marketing…boh. Chissà che è? Chiedo in ufficio. Me lo spiegano. Capisco. Non ha niente a che vedere con me. Poi ci penso. E se scrivo e poi pensano che lo stia facendo con quello scopo? Mmmm…meglio dire che a DOFUS ci gioco da poco tempo, per non far troppo "la saputella". A riprova delle mie buone intenzioni, mi registro al forum con uno dei mille nomi di Shiachan e chi conosce "Shuffle!", l’anime da cui ho tratto il mio nome, sa quali sono, quindi…lungi da me l’intenzione di nascondere la mia vera identità. Chi mi conosce, mi avrebbe sicuramente riconosciuto.
Tre giorni dopo torno sul forum. Non ho molto tempo per consultare internet a scopo personale a lavorare, quindi…torno sul forum  sul thread solo dopo tre giorni e cosa scopro? Bam. Thread chiuso.
Motivi addotti per la chiusura del thread:

1. "Sei una ragazza, le ragazze non giocano agli mmorpg".
Se sapessero che tre quarti degli utenti di DOFUS in Germania sono donne…
Si fottano, sessisti di merda!
Nel 2008 ancora c’è gente che pensa certe cose e volete sapere l’ultima? Il moderatore che ha chiuso il thread…è barese. -.-’ Toh, ma guarda…non  dico altro per non abbassarmi al suo livello e perché…questa è la prima volta che mi capita di incontrare un barese che risponde ESATTAMENTE al pregiudizio sui meridionali!

2. "Hai lo stesso ip di chi ha aperto il topic".
Mmmm…resto basita O.O. All’Ankama c’è qualcuno che fa viral marketing per l’Italia?! E da quando, se la Marketing Coordinator per l’Italia sono io e io manco sapevo cosa fosse prima di 3 giorni fa?
Mando un messaggio globale sull’MSN aziendale e chiedo delucidazioni.
Nessuno lo fa.
Riguardo la data di apertura del topic. Aprile 2008. Io nemmeno c’ero.
Vuoi vedere che chi c’era prima di me lo faceva? E visto che gli ip dei pc di un’azienda, per legge, devono essere sempre gli stessi…ovviamente, avevamo lo stesso ip.
La sostanza: un’innocente giocatrice di DOFUS è stata punita ingiustamente per le colpe commesse da un altro. E sì, perchè non contenti di aver chiuso il thread…mi hanno pure bannato, pensando che fossimo la stessa persona con identità diverse!

A tutti i moderatori dei vari forum, passati, presenti e futuri,lasciate che vi dica una cosa: ho tanto di quel lavoro, onestamente, a contattare direttamente i responsabili dei vari forum, siti, case editrici, reti televisive, ecc., che…non avrei proprio il tempo per mettermi lì a far viral marketing e poi, ritengo che per il momento DOFUS non ne abbia bisogno. Ci tengo di più a garantire e dimostrare l’affidabilità del marchio Ankama con i vari partner, piuttosto che pensino che ricorriamo a questa forma di marketing di bassa lega.
In secondo luogo, siamo più di 500 dipendenti. La maggior parte dei quali fan e strenui sostenitori di DOFUS e dei prodotti Ankama.Perciò, per il futuro, se trovate dei post che hanno lo stesso ip, per la cronaca, forse siamo noi, che, magari, per in gannare il tempo nelle pause, postiamo sui forum di nostro interesse. u.u

Il moderatore ha chiuso il thread dicendo che "avremmo dovuto contattarli ufficialmente"…lol. E la sapete la cosa ridicola? Dopo quello che era successo, sono andata a controllare lo "stato" delle nostre relazioni con everyeye (con tutti i partner e i siti con cui intratteniamo relazioni…non è che posso ricordarmeli tutti, figurarsi) e ho scoperto che più di due settimane fa everyeye ci aveva rifiutato la partnership…lol. Coglioni fino in fondo, manco si parlano tra di loro.

In un secondo momento avevo persino pensato di registrarmi "ufficialmente" al forum, sbugiardandoli come loro avevano ingiustamente fatto con me. Poi ho pensato che…come responsabile del marketing, non ci tengo molto che un forum così sessista e retrogrado abbia una partnership con noi. Lasciamo stare, va…non sanno che si perdono, mettiamola così…

L’unica cosa che davvero mi dispiace è che…DOFUS debba subire gli errori di un Marketing Coordinator incompetente come quello che occupava il mio posto prima di me.
Io non sono assolutamente della stessa pasta. Forse sarò molto più niubba e inesperta, ma con fierezza posso dire che…non ho ancora mai fatto viral marketing.

26/10/2008 Lille.

mercoledì, 7 gennaio, 2009

Vi avevo detto che avevo alcuni post da recuperare che avevo scritto quando mi si era rotto il mac, quindi…eccoveli.

26-10-2008 Lille.

Ho rotto il mac…mi è caduto…e ha tirato le quoia definitivamente. Ora vi sto scrivendo da…un pezzo di carta. -.-’
Ram e memoria sembra siano intatte e…sono riuscita a recuperare tutti i dati. Il nuovo computer mi arriva il 5 novembre, quindi…pace. Studio per la tesi e francese, ecco…visto che non ho nient’altro da fare…

Il mio periodo di prova a lavorare è finito. Hanno deciso di spostarmi in un’altra divisione, quindi…mi faranno un altro periodo di prova di 3 mesi. *sob*
Da un lato sono contenta, perché…dove lavoravo prima…non era molto stimolante e, beh…il mio capo…tanto figo e tanto bello, ma…è quasi impossibile lavorarci.
Non ho capito se mi hanno promosso o no…apparentemente, sì, nel senso che ora sto "a monte", rispetto a dove lavoravo prima, ma di fatto…non credo avrò aumenti di stipendio.
Il nuovo lavoro è molto più difficile, oneroso e complicato, onestamente…non penso di esserne all’altezza…
Il vantaggio è che…non lavoro più a casa e nel tempo libero: posso lavorare praticamente solo in ufficio e…era ora, oserei dire! Non ne potevo più di sgobbare anche nei week-end.
Dall’altro lato, beh:
a) prolungano il mio periodo di prova, quindi…il contratto a tempo indeterminato si allontana di altri 3 mesi;

b) non sono troppo contenta di lasciare il mio vecchio lavoro, nel senso…mi piaceva e lo facevo pure bene, ma…era più una questione di "non poterlo fare meglio, perché mi trovavo di fronte un muro, ossia il mio capo". Mi piacerebbe tornarlo a fare, quando lui se ne andrà, perché…ho sentito "rumours" in ufficio che dicono che vuole cambiar reparto.

Domani devo dire cosa ne penso del nuovo contratto al mio nuovo capo e…sono un po’ indecisa…MOLTO indecisa. Se me ne frego del vecchio lavoro, ehh…boh, è come se tutto quello che ho costruito finora andasse a puttane e se, chi verrà dopo di me, non riuscisse a "sostenere" il lavoro da me svolto…davvero sarà andato tutto a puttane…
Forse non dovrei prenderla così a cuore, ora: nuovo reparto, nuovo lavoro e…porta chiusa sul passato. Io sono così…vorrei sempre fare tutto e…se non lo faccio io…non è fatto bene. In realtà avrei trovato qualcuno di persino più bravo di me a fare il lavoro che facevo prima, ma…non vuol venire a lavorar in Francia. Che palle…
c) c’erano alcuni aspetti del vecchio lavoro che mi piacevano un sacco e…rinunciarci…mi rattrista.

Sentimenti in gabbia

domenica, 4 gennaio, 2009

Uh, un messaggino di Pietro: "Posso parlarti?"
Boh…e c’è pure bisogno di chiedermi il permesso, ora?
"Sì, certo".
"Pausa prima di mezzogiorno?"
"Ok"…tanto poi si dimentica, mi dimentico pure io e…addio pausa, come solito, bah…messaggio inutile e tempo perso.

Ora di pranzo.
"Pranzi qui?"
"Sì"…sono a dieta, dove vuoi che pranzi? 60 gr di pasta riscaldata e poco condita 4ever ftw! Evvai!
Pranziamo, niente di eccezionale, solita cosa. Vedo Pietro fare movimenti strani col capo. Che avrà? Il torcicollo? Ma continua?! Alla faccia del torcicollo…
Ah. Forse vuole che lo segua…Sì, è palesemente così. Ma come mai tutto questo mistero? Poi…è presto, io non voglio tornar a lavorare subito, uff.
"Posso parlarti?"
Ari-daie…quanto è palloso a volte…
"Sì, dimmi".
"Vuoi un caffè prima?"
E ancora…
"Pietro, lo sai che non bevo caffè".
"Lo sai che quando ti chiedo se vuoi un caffè, intendo che voglio parlarti davanti ad un caffè o a quello che ti pare".
"Uff, ok, bene, torniamo in mensa e prendiamo questo caffè!" e faccio per tornare sui miei passi, ma Pietro mi blocca per un braccio. Umh…è particolarmente insistente, oggi, in genere, non si azzarderebbe nemmeno a sfiorarmi, si può sapere che gli prende?
"Che c’è? Se vuoi il caffè…le macchinette sono in mensa. Certo che potevi pure pensarci prim…"
"Andiamo fuori".
"Fuori? Ma non volevi il caffè?"
"Sì, lo prendiamo fuori, così tu prendi un deca."
"Sì, ma guarda, che fa niente, anzi…meglio se non lo bevo".
"Andiamo."
"Oook…" oggi gli gira proprio male…

"Allora, di cosa volevi parlarmi?", dico io, mentre siamo per strada, e con tutta l’aria di chi cade dalle nuvole, anche se…un po’ il suo atteggiamento iniziava a preoccuparmi.
"Devo chiederti una cosa".
E uffa…chiedila e basta! Sti modi da francese…ma che palle, manco lo fossi!
"Cosa?"
"Devi promettermi una cosa".
Ahia. Quando fa così…gatta ci cova e non mi piacerà.
"Hum…dipende da cosa".
"Tu promettimelo e basta".
"Ma…non posso prometterti qualcosa a scatola chiusa, scusa? Che razza di promessa è?!"
"Ti fidi di me?"
Ecco, quando gli uomini la buttano sulla fiducia…li detesto. Siete senza palle. Sapete che non possiamo rispondere "no" e ci costringete a promettere cose che non vogliamo! Schifosi!
"Sì, ma…non è questo il punto…"
"Ti giuro che non ti succederà niente di male, se manterrai la promessa che ti chiederò".
"Ora mi stai spaventando…"
"Allora?"
"Ok, ok…va bene, che succede?"
"Promettimi che se una sera ti chiederò di dormire a casa tua, tu non mi dirai di no".
"EHHHHH???!!!STAI SCHERZANDO???Pietro, sei sposato! Che ti salta in mente?! E poi, no, la risposta è no a priori!"
"Dormirò sul pavimento, ma ti prego, non dirmi di no".
Beh…già, così…la cosa è più accettabile, ma…hum…hum…la regola del pigiama…hum…hum…se anche dorme sul paviemento, violerebbe la regola del pigiama, non è accettabile. Assolutamente no!

(n.d.a. Ah, già, voi non sapete cos’è la Regola del Pigiama. La Regola del Pigiama è una regola ferrea che consiste nell’impedire a tutti i ragazzi che NON ti piacciono di vederti in pigiama. Questa regola nasce dalla consapevolezza del potere intrinseco del pigiama. È dimostrato, infatti, che tutti gli uomini che vedranno una donzella in pigiama, cadranno ai suoi piedi nel giro di una settimana. Non ci credete? Provate per credere, ma…poi non dite che non vi avevo avvisato!

P.s. ATTENZIONE: funziona anche se usate i pigiamoni felpati, lunghi e anti-sexy per eccellenza!)

"Perché dovresti chiedermi una cosa simile? Ci sono dei problemi con tua moglie? Avete litigato?"
"No".
"…anche se fosse, voglio dire…dovete risolverli tra voi questi problemi. Coinvolgermi, non porterebbe a nulla di buono".
"No, no, va tutto bene, però…vorrei sapere che se succedesse, tu non mi diresti di no. Sai che sono sposato, sai che non farei mai niente…solo dormire sul pavimento".
"Sì, ma…ok, è ovvio che se avessi dei problemi ti aiuterei sempre, ma…penso ci siano altre soluzioni al dormire a casa mia…"
"Me lo prometti?"
È davvero palloso…
"Uff, sì, certo. Promesso. Ma almeno voglio sapere il perché? Perché te ne sei uscito con sta cosa ora, poi? Succede qualcosa?"
"Non voglio parlarne, ti prego. Perché so che se iniziassi a farlo ora, poi non mi fermerei e potrei dire cose che…non mi controllerei, punto."

Ovvio che quella notte mi angosciai parecchio per tutta quella conversazione e…non chiusi quasi occhio. Ci stava provando? Ma no…non è possibile, avevamo già chiarito l’argomento tempo fa. Appena lo conobbi pensai che un po’ fosse attratto da me e credetti persino che non fosse vero che era sposato, ma che se lo fosse inventato per non so quale arcana ragione, essere più affascinante o che. Insomma, pensavo fosse un mitomane, ecco.
Un giorno conobbi davvero la moglie, altri mi confermarono che era sua moglie…una persona potrebbe addirittura spingersi a inventarsi una moglie?! Per di più, capirei se fosse una gran gnocca…era pure un cesso.
E far credere a tutti, uomini e donne che lei era sua moglie?! No, dai, doveva essere vero.
Quindi, se è vero che è sposato, e lui diceva che era innamorato di sua moglie e che con me non ci stava provando…potevo star tranquilla, no?
E ora, però…se n’era uscito con quelle 2 frasi "se una sera ti chiederò di dormire a casa tua, tu non mi dirai di no" e "se iniziassi a farlo ora…non mi controllerei". Dai, sembrano le frasi di uno che è perso per te, c’è poco da fare. Passi la scelta infelice delle parole, ma…è proprio molto infelice, scusate!
Dopo aver passato ore ad arrovellarmi senza trovare soluzione e sempre più convincendomi che, qualunque fosse la verità, non potevo evitarlo più di tanto perché…era seduto proprio dietro di me -.-’, decisi che, non potevo farci nulla. Lui aveva esasperato la cosa, ora era: bacio+schiaffo o amicizia+serenità. A lui la mossa. Sarei stata in disparte ad attendere gli eventi.
Se si fosse verificata la prima ipotesi…ne sarei uscita distrutta,ma…era lui che se l’era cercata.
Pietro, ha fatto molto per me, è stato uno dei primi a rivolgermi la parola, mi ha aiutato con la lingua, ma…non voglio essere ingrata, però…appena arrivata, non conoscendo nessuno…puoi davvero dire di "poter scegliere" le tue amicizie? Sono loro che hanno scelto me e…io mi sono adeguata. Se la situazione fosse diversa, probabilmente, non sarebbe una persona che frequenterei spesso, ecco. E ora mi lega a lui questo rapporto di gratitudine e, se vuoi, un po’…di amicizia, ma…magari è una parola un po’ forte, però…mi sento un po ‘come se "avesse comprato la mia amicizia", ecco. Non è sorta spontanea, secondo me.
 
Mattino.
Che giornata di merda. Peggio delle altre. Uno dei mille motivi per cui non è bene avere relazioni con i colleghi. Sempre detto io.
Mmm…devo dare i 2 bacini a Pietro? Boh, faccio il giro dei bacini e…vedo se riesco a scamparla. Non me li dà, bene. Salva.
Non mi ha calcolato oggi. Bene. Ri-salva.
Oddio, si avvicina l’ora dell’uscita. E se mi offre di nuovo un passaggio? Cosa dico? Che ho da lavorare? Cazzo, ma non ho voglia di star qui di più e poi…se dice che mi aspetta? Esco alle 18.00 in pacca, così, magari non mi vede e…non mi offre il passaggio.
Conto alla rovescia…3…2…1…scattare! Mi giro e…Pietro è sparito!? Che sia uscito prima? No, è impossibile, sono le 18.00 ora…boh…sarà in bagno? Tanto meglio: Lu fuggi! È il tuo momento.

All’aria aperta.
Ahhh…ce l’ho fatta. È finita. Forse domani si ricomincia con "l’evitamento", ma…almeno non mi ha costretto a riparlare della bizzarra conversazione del giorno prima. E un giorno in mezzo, dà quasi l’idea che non sia successo.
Ahhh, caro vecchio metrò! Non sai come sono contenta di prenderti. Un’ora di metrò, cosa vuoi che sia rispetto a 30 minuti di macchina con Pietro! È decisamente un sogno!
Magari oggi, senza lui che mi porta sotto casa, riesco anche a fare la spesa, se Dio vuole! Il mio frigo piange da giorni…nah, sono troppo stanca. È stressante lavorare così, uff.

Dai, un semaforo e sono a casa. Lettuccio mio, aspettami. Prendo le chiavi, sto per metterle nella toppa della porta di ingresso e…ma c’è qualcuno. Boh, chissene. No, cazzo, quella giacca…no, cazzo, cazzo, no!
"Pietro, ma cosa ci fai qui???!!!"
"Niente".
"Come niente?! Sono le sette. Quanto tempo è che sei qui sotto la pioggia? Al freddo per di più…"
"15 minuti".
Perchè non mi guarda in faccia? Che ha? E cos’è quella sportina di plastica…no, no…non mi dire…ha litigato con la moglie e…lei lo ha sbattuto fuori di casa! Ma cazzo, io volevo dormire, stanotte…non volevo sti casini…e la casa è uno schifo e…no, il fouton per gli ospiti poi è impacchettato, le lenzuola ancora non le ho lavate…ma no…ma dai…è peggio di un fumetto…
"Non mi dire, hai litigato con Clara?"
"No, no, perchè?" trasalendo.
"Mah…la sportina…ho pensato…"
"Ah, no, no, è di Clara la roba che c’è dentro".
"Ah. Allora, che ci fai qui?"
"Clara ha tentato il suicidio."
"Eh?!"
Poi sono seguite una serie di parole indistinte, e io, sotto shoc, ho afferrato solo: "Una telefonata…tornato a casa…chiamato il 113 dalla macchina…ubriaca e…ingoiato…pillole…era lucida…in ospedale…questi sono suoi vestiti".
Mi sentii svenire. Mi appoggiai alla porta.
"Stai bene?" mi chiese Pietro.
"Sto bene?! No, non sto bene!", infilando le chiavi nella toppa.
"Che fai?"
"Non so, che faccio? Saliamo in casa. Ho bisogno di bere un bicchier d’acqua."
"No, aspetta, andiamo a bere qualcosa, ne parliamo davanti a qualcosa di caldo."
"Ah. Ok."
"Non sali?"
"No, se andiamo a bere un caffè, andrò dopo a casa…"
"Non pendi niente?"
"No, vengo dall’ufficio, non mi serve niente."
"No, perché stanotte non dormi qui."
"Come sarebbe che non dormo qui?! È casa mia dove altro dovrei dormire?!" e poi pensandoci, dissi: "Ah, forse vuoi che ti accompagni in ospedale e passare la notte là con te? Ok, andiamo, allora. Salgo un secondo, allor…"
"No, che hai capito? Clara non può ricevere visite fino a domani, siamo fuori orario di visita, quindi…"
"Ok, ma se preferisci star là comunque, va bene, lo capisco…"
"No, no, intendevo, che stasera dormi a casa mia."
"COSAAA??!!!Sei fuori???!!! No, Pietro, no, domani è giovedì…devo lavorare, o se non lavoro, comunque, devo dirlo al capo, firmare delle carte…non posso proprio, mi spiace. Ti faccio compagnia per un po’, se vu…"
"Ti prego. Me l’avevi promesso."
"Sì,ma…non così, non oggi."
"Ti prego. Te lo sto chiedendo."

Voi cosa avreste fatto? Lo avreste lasciato sotto la pioggia? Io avrei voluto con tutto il mio essere, ma…non si può, no? Non è educato, no? È da stronzi, no? Inoltre è un collega di lavoro, se lo tratto male, poi…sul lavoro è un casino…insomma, non avevo scelta. E io…DETESTO non avere scelta. È davvero un modo di agire da vigliacchi. Obbligarti, metterti alle strette, riversarti addosso problemi che non ti riguardano proprio. È da vigliacchi.

Raccolsi un pigiama, un cambio, spazzolino e deodorante e…attraversai con lui la città a piedi. Perché, ovviamente, lui appariva sconvolto (dico "appariva", perchè…di fatto, non sembrava. Sembrava normale, solo a parole diceva di esserlo, ecco…il che rendeva il tutto ancora più strano) e…voleva camminare e…io già distrutta da una giornata di lavoro, poi pure la maratona ci mancava! Davvero, la gente proprio…non ha ritegno.

Arrivati a casa sua, mi chiese se volevo qualcosa da mangiare. No, vi pare? Tra lo shoc del racconto, la paura del non sapere esattamente dove avrei dormito e come sarebbe andata a finire…non avevo per nulla fame. Ero terrorizzata, piuttosto.
Mi sedetti composta sul divano e non mi mossi da lì per tutta sera. Chiesi solo il famoso bicchier d’acqua che anelavo da quasi 4 ore.

Mi raccontò una storia pazzesca: la moglie lo tradiva da più di sei mesi (quindi…addirittura da prima di conoscermi, quindi…vuoi vedere che ci provava davvero all’inizio con me?) con un uomo sposato e padre di 2 figli e un terzo in arrivo.
Scoperta la tresca, aveva minacciato l’amante di riferire tutto alla sua consorte e questo si era cagato in mano e aveva confessato tutto alla moglie, ancor prima che lo facesse Pietro. La moglie decise di abortire e Clara, da allora…non era più la stessa, continuava a dire che aveva rovinato una famiglia e ucciso una vita. Finchè, oggi, aveva ingoiato delle pillole (vorrei davvero sapere chi gliele ha date, visto che…io manco riesco a farmi dare un antibiotico senza ricetta, per Dio!). I pompieri erano arrivati che lei era ancora sveglia, lucida, aveva aperto loro la porta e…l’avevano portata in ospedale.

Beh, che dire? Il suicidio mi mancava alla lista delle sfighe. Grazie a Dio non era il mio, se non altro.
Finii a dormire nella camera degli ospiti e Pietro non varcò mai la soglia della cameretta. Un vero gentleman, con l’unico neo, che se la moglie fosse stata la mia, io avrei dormito in ospedale nella sala d’aspetto, voi non credete? Invece che chiedere ad un’amica, se così si può definire una quasi sconosciuta, di dormire a casa mia.

Bah…

—————-   ooo   —————-

Pietro e Clara non hanno raccontato a nessuno dell’accaduto e sono partiti qualche giorno dopo per trascorrere le Feste con i parenti. Sembra si stiano lentamente riprendendo e cercando di raccogliere i cocci del loro rapporto.
Quella che non si è affatto ripresa è Lu, che è ancora sconvolta, preoccupata e terrorizzata all’idea di esser di nuovo coinvolta nella vicenda.
Dai suoi discorsi con Pietro, sembra, inoltre, che Clara fosse gelosa del rapporto che Lu e Pietro avevano, a riprova del fatto che qualche cosa tra i due era "visibile" anche agli occhi di altri.
Pietro ha cercato di contattarla dopo l’accaduto, forse per cercare di stringere ulteriormente quel rapporto che per Lu era già fin troppo soffocante. Lei non si è fatta trovare.

Vacanze finite :(

domenica, 4 gennaio, 2009

Non voglio tornar a lavorareeee>.<
A parte che…2 giorni almeno ho lavorato comunque, poi…non mi sono fatta trovare :P
Chi è che diceva che le vacanze servono a rigenerarsi? Io…sono più stanca di prima: non sono riuscita a vedere i miei amici quanto avrei voluto, idem per genitori e parenti. Inoltre, cosa più grave di tutte: sono stata interrotta quasi sempre nella mia terapeutica sessione serale di visione di Sky. Voi non capite: per chi lavora tutto il santo giorno con questo strumento interattivo dei miei stivali che è il pc…la tv, passiva…è salvifica! Niente giocatori urlanti, niente e-mail scazzate del capo, niente francesi…un sogno. Mi sono pure autoinflitta un film in fr, sottotitolato in italiano…orrendo, ma vedete? Ho spirito di sacrificio, no?

Ho comprato carbone, panettoncini e pampepatini per almeno un 40 colleghi…spero bastino, se no…pace all’anima loro.

Credo che lunedì copierò finalmente alcuni racconti che avevo scritto nel mio "periodo buio", senza computer e poi vorrei scriverne uno nuovo, ma…sono un po’ bloccata. Perché? Beh, perché…Lu non sogna più, Lu è in crisi. Ultimamente ha vicino persone che…la fanno solo soffrire e non so come risollevarla dal baratro in cui sta sprofondando, ma…lascio che sia lei a raccontarvi il resto, buona lettura ;P