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Archive for agosto, 2008

Sono un po’ triste…

sabato, 2 agosto, 2008

In questi mesi…ne sono successe parecchie. Di molte cose avrei voluto scriverne, però…come si fa. Il "peso" di questo blog inizia effettivamente a "pesarmi". Se dico una cosa, Tizio si offende, Caio mi rimprovera perché avevo promesso di non dirlo. Basterebbe solo raccontar la storia romanzata e…sarebbe tutto più semplice, è vero, però…in questo periodo non mi sento di raccontare storie, non voglio che nessuno si identifichi nei miei personaggi, non so…voglio solo essere io. Quella che sono.
Oggi mi è persino arrivato il contratto e…altre tremila clausole di riservatezza. Devo decisamente pensare a un qualche bel mestiere da far fare a Lu, che sia completamente diverso da quello che faccio io. Qualcosa di elettrizzante. Però…è difficile parlare di quello che non conosci, effettivamente, boh…vedrò.
In queste 2 settimane pre-partenza…è stata una processione di amici e parenti che andavano e venivano a salutarmi e…non posso non notare l’ironia della sorte. È un ironia della sorte piuttosto lunga, quindi…forse è meglio spiegare tutto dall’inizio, va.
Me ne vado perché, al di là dell’aver colto l’opportunità al volo, e cmq, come dico sempre io: uno le opportunità se le crea, quindi…penso seriamente di essermi meritata questa opportunità e come spesso mi dicono i miei amici dofusiani: "Del resto, quante persone hanno scritto una tesi su Dofus?". Ed è una verità ineccepibile. Solo io.
Ma…aldilà dei meriti, è ironico che…abbia fatto di tutto per aver questo lavoro, inconsciamente, e consciamente invece "remassi contro". Avevo altri progetti, era già tutto attentamente programmato in un’altra direzione e se fossi stata davvero coerente…avrei dovuto rifiutare questo lavoro, ma…invece no. Io che…dovevo sacrificare tutto per la famiglia, che predicavo di non aver ambizioni (e tutt’ora sono fermamente convinta di non averne, eh!), quando si è paventata l’opportunità di mollare tutto quello che teoricamente avevo sempre desiderato…non ho esitato. Non so perché…o meglio lo so. Era un periodo particolare della mia vita e poi io coi "sogni"…ho sempre grossi problemi, li vuoi così intensamente, lo urli a squarcia gola e poi…puff! Tutto inutile, tutto vuoto, tutto…grigio.
Ok, il fidanzato dei miei sogni…non era affatto il fidanzato dei miei sogni, men che meno sarebbe diventato il marito che sognavo, quindi…sì, ho giustamente fatto bene ad accantonare quel…quell’incubo dovrei dire.
Pensate, mi sono venuti a trovare tutti, a salutare tutti…tranne lui. Ah, che grande amore, davvero!
C’è chi è venuto persino da Bologna e…qui veniamo alla seconda cosa ironica.

Per mesi la gente non ti caga, non si rende conto del disagio in cui vivi, perché…alla fine, è vero, vivi un disagio. Il laureando…è un disadattato. Non ha un posto dove stare. Né dove studiava, né dove è nato. Non a amici, o meglio li ha nelle città sbagliate. Insomma, per mesi, anni, vivi accanto a queste persone e gli passi davanti come un fantasma e chiedi di uscire e con te non escono, chiedi attenzione e…sei invisibile, e poi? Quando decidi di partire…improvvisamente "mancherai a tutti", ti vengono a trovare tutti i gg come fossi un malato terminale. Oh, per carità, fa piacere, ma…uno si chiede: "Mi avevate sotto gli occhi tutti i santi giorni, potevamo passar infinite giornate insieme e…voi vi ricordate che esisto solo quando parto?!".
So che…non dovrei essere così "critica", perché…beh, ci sono anche quelli che partono e manco subiscono il privilegio della "processione del partituro", però…non trovate sia ironico, comunque?

La terza cosa ironica è che, a parte il fatto dell’ "opportunità di lavoro", che si sa, sono le solite cose che si dicono per salvare la faccia, io…sto facendo quello che ho sempre criticato negli altri: sto scappando. Io penso che scappare sia da codardi, non si scappa, puoi andar in capo al mondo, ma…i problemi tornano sempre.
Beh, e volete saperla una cosa? Da quando ho deciso di scappare oltre a stare davvero meglio, la mia vita-in-stallo ha preso a girare. Dico sempre una cosa poco carina, lo so, però…mai come ora penso sia vero: attorno a me non sentivo di aver l’ambiente giusto per essere stimolata o anche solo per trovar lo stimolo dentro di me a fare qualcosa.
Scappo da qualcuno a cui non potrò mai dire che ero troppo dipendente da lui, più che innamorata; scappo da una persona di cui mi sono innamorata e che non vuole stare con me; scappo da una zia opprimente, un padre bugiardo e una madre apprensiva, un cugino che bacia la prima sciaquetta che gli si struscia accanto e a me riserva una gelida stretta di mano; scappo per far perdere le mie tracce a tutte quelle persone che si sono finte amiche in questi sei anni, e che poi nel momento del bisogno mi hanno abbandonato, e che so che dentro di loro covano il desiderio di sapere cosa sto facendo in questo momento; scappo dai gay, che, senza offesa per la categoria, in questi anni non ho fatto altro che attirare come una calamita; scappo dal dover diventar amica di chi mi ha portato via forse l’unica persona che mi dispiace davvero lasciare; scappo per non dover accorgermi troppo tardi che qualcuno non era la persona giusta per me e, perché no, scappo anche dal suo contrario.
Una bella lista di cose da cui scappare, eh? Che codarda…

E ora che mi sono tolta un peso e mi sento meglio, posso dirvi la quarta cosa ironica: oh, sì, voglio così tanto scappare che non vorrei muovermi da qui >_<
Vivrò in una lurida catapecchia; senza internet; in una città con 2 sudici cinema; dove se mai vorrò aver un ragazzo dovrò prima fargli un corso intensivo di igiene personale; per uno stipendio "lordo"; dove nessuno ti risponde mai alla prima domanda che fai (fateci caso, i francesi, non rispondono mai alle prime domande…non mi chiedete perché, io la trovo una mancanza di rispetto, comunque…se tu gli chiedi, nell’ordine, come si chiamano e quanti anni hanno, loro diranno: "27" -.-’. È una cosa folle, lo so, ma…è così, provare per credere *ok,ho un po’ esasperato la cosa, però è vero che non ti dicono mai quello che pensano, nemmeno se glielo chiedi direttamente*), ed è triste, perché ti senti davvero l’ultima ruota del carro; ah, dimenticavo di dire che…vivrò col mio capo…*favoloso -.-’* e di certo se non abbassa la tavoletta del cesso non potrò rinfacciarglielo -.-’. Che altro? Beh, sì, c’è quella cosa, di cui non posso parlare e non ne parlerò, però è uno dei motivi percui vorrei restare. E poi vorrei restare per tutte le persone che sono venute alla "processione della partitura" e per tutti i miei amici della montagna, e per quelli che si sono sposati e al cui matrimonio io non sono potuta andare perché ero in Francia. Vorrei restare per vedere le facce dei miei genitori che dovranno vedersi per darsi la posta, visto che non gliela porto più io xD. Per andar in palestra con l’Alessandra, vedere i cartoni animati con Lorenzo e andare a sentire Marco cantare^^. Per vedere la barca a vela del papà finita. Per non lasciare la mamma da sola e cucinare ricette improbabili con lei *ed ecco che iniziano a scendere le lacrimucce…*.
E veniamo alla quinta e ultima cosa ironica: per un motivo o per un altro qualche lacrimuccia scende sempre da quando ho ricevuto la notizia della partenza.
E ora la pianto perché devo andarmi a soffiar il naso…buonanotte.