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Archive for marzo, 2008

Oggi ho fatto un sogno strano…

sabato, 29 marzo, 2008

    Un’amica che vive all’estero usciva fuori da Skype e si materializzava in camera mia dandomi consigli sugli integratori per rendere i capelli più lucenti; nuotavo e…affogavo in un mare coperto di perline e sali da bagno e un amico me le raccoglieva e me le regalava; e infine, a un ricevimento in una sontuosa villa, avevo un diverbio con un parente che mi aveva tenuto all’oscuro dei suoi progetti lavorativi futuri.
    Bah…
    Nuotare nel mare con le perline da bagno era bello, però *_*.

Lo sguardo triste

sabato, 29 marzo, 2008

    Sai cos’è quello sguardo triste quando va via? È lo sguardo di chi sa che sta lasciando una persona con cui sta bene e con cui sa che potrebbe essere felice, ma è anche lo sguardo di chi si rende conto che per quanto insista, per quanto provi, per quella persona lei è invisibile, per quella persona lei arriverà sempre seconda. Forse perchè lei nella vita arriva sempre seconda o perchè non è mai all’altezza o perchè per quella persona lei non è mai abbastanza, comunque sia, tutto quello che le resta è aprire la porta e andarsene via con quello sguardo triste sul volto.

Tributo alle uova di Pasqua e…ai dolci pasquali:P

domenica, 23 marzo, 2008

Ora…ho la mania delle foto…fotografo tutto e…non potevano sfuggirmi le uova di Pasqua…guardate qua:P

    Qui l’ovetto ha…perso un braccio…:P

E qui…ei fu…

…però…rimarrà sempre nei nostri cuori e queste foto lo commemoreranno nei secoli dei secoli…lol

Uova in foto di gruppo:

E…diamo un po’ di spazio anche ai dolci:

Sulla sinistra potete ammirare una colomba artigianale e sulla destra una versione rivisitata da mia zia della pastiera napoletana :P

*Buona pasqua e buon appetito a tutti!^^*

Mi si è aperto un mondo!

giovedì, 20 marzo, 2008

Ho comprato un nokia N73 e…per la prima volta in vita mia ho iniziato a mandare mms al mondo…una fatica usarlo T_T, cmq…lentamente…ho imparato a usar la fotocamera e…ho fatto delle fotine carine. Volete finalmente vedere chi è Shia…eccola…

E, poi, proprio perchè Mornon dice che "la linguaccia merita" eccovi la linguaccia:P

Ciao a tutti :P
 

2 cose da dire e 6 cose da fare

giovedì, 13 marzo, 2008

CASO 1: Phil (o 2 cose da dire per andare in bianco con una ragazza):

  1.     Mentre tenete fra le braccia la vostra ragazza-solo-sesso, ditele: «Lo sai, vero, che tra noi non c’è futuro?»
  2. e subito dopo, con esasperato machismo: «Potrò consolarti (= fare sesso con te, n.d.r.) ancora per poco, cioè fintanto che sarò libero, e non conto di restarlo ancora per molto, poi "questo"…tra noi due… (= fare sesso con te, n.d.r.) non potrà più accadere»

PERCENTUALE DI SUCCESSO: 80%

CASO 2: Thomas (o 6 cose da fare per esser scaricati da una ragazza in una sera):

  1. TENETELA SULLE SPINE: ditele che non sapete se stasera riuscirete ad andarla a trovare e che le farete sapere "più tardi". Mi raccomando, siate vaghi, il "più tardi" è fondamentale. Alle 20.30 telefonatele e ditele che siete appena tornati dal lavoro e che non sapete ancora se, dopo aver cenato, avrete voglia di andare da lei;
  2. RICHIAMATELA E CHIEDETELE: «Preferisci vedere Dr. House o vedere me?». Se lei, nonostante la stupidità della domanda, risponde che vuole vedervi, allora passate allo STEP SUCCESSIVO:
  3. INFILATEVI UNA TUTA E UNA GIACCA SDRUCITA: questa sarà la vostra mise per la serata;
  4. REGOLA DEL TAXI: quando siete sotto casa sua, non suonate il campanello, ma fatele uno squillo sul cellulare per dirle di scendere. Questa regola è ideale per non esser costretti a parlare con i genitori della ragazza.
  5. BUONI PASTO: portatela in un pub e offritele da bere pagando con i buoni pasto.
  6. ARGOMENTI DI CONVERSAZIONE: ditele che anche se vi siete lasciati, e voi non credete al matrimonio e lei, invece, sì, sperate ancora che lei vi aspetti.

PROBABILITÀ CHE LEI VI MANDI A QUEL PAESE E VI DICA CHE TRA VOI È FINITA: 100%

SONDAGGIO: Chi dei due, tra Phil e Thomas, è più cretino?

Buongiorno, lettori!

giovedì, 13 marzo, 2008

    Ehhh…oggi sono un po’ depressa. Sono stati giorni pesanti. E…ho appena scoperto che la gente preferisce leggere il mio blog, piuttosto che…interagire con me. Onestamente, sapevo sarebbe finita così. Perchè…la mia "me" virtuale è molto + affascinante di quella "reale". Non che quella "reale" non lo sia, però…volete mettere con una di cui non sai niente, che oggi fa una cosa e domani ne fa un’altra ed è tutto…"imprevedibile" di lei? È affascinante, non trovate?
    La Silvia "reale" invece, studia, dorme, mangia, si lava, corre, molla i fidanzati, viene scaricata, butta via 6 anni di vita…non è forse quello che fanno tutti? Non sono invidiosa di Lu. Sono contenta che nel suo universo parallelo, abbia trovato la sua ragion d’essere e sono pure contenta che un personaggio da me creato abbia riscosso così successo. È un po’ una conferma di quanto sono più brava a scrivere che…a vivere. Pazienza, ognuno deve portare le sue croci, no? E così sia.
    Ho cercato di ricominciare a giocar a Dofus nella scorsa settimana, ma…non gliela faccio, arrivo a casa troppo stanca. E ora scappo, perchè sono in ritardo per andare a studiare in sala studio. Mi trovate sul cell, per chi ce l’ha.
    Buona giornata a tutti.
   

Novità? Boh…

martedì, 11 marzo, 2008

    Dunque, cosa c’è di nuovo sotto il sole dofusiano? Ho spostato Shiachan nei Bohemian, perché…volevo star in gilda con Logaritmo <3. Negli interf ho lasciato Moonsnow per breedare.
    Mi dicono dalla regia che esiste un’altra gilda italiana, i "qualcosa – XXL" una serie di lettere impronunciabile. Mai visti, ma…pare esistano.
    Wakfu…*silenzio tombale* niente di nuovo, niente notizie…saranno in ferie, bah…
    Dofusianamente parlando invece ho letto, così, an passant, su forum iw di rumours su un server italiano O_O. Sarebbe bello, ma…da quello che mi pare di leggere…non è prevista una sede italiana dell’Ankama per ora, quindi…o lo creano e…ci traduciamo il giochino noi o…sarei curiosa di sapere come pensano di fornirci un servizio di assistenza decente senza aprire una dislocazione aziendale in Italia…bah…Però…credo che se lo aprissero sarebbe la volta buona che…cambierei server. Pensate: poter mettere perc, andare a nanna e…sapere che il mattino dopo hai qualche chance che siano ancora vivi…wow. Un sogno!
   
    Qualcuno vuole che vi parli del mio idillio con Loghino, vero?
    Penso sia evidente a molti che…ci siam riappacificati. Faccio un po’ fatica a parlare di "queste-storie-dofusiane-che-si-intrecciano-e- mischiano-alla-vita-reale"…diciamo che pensandoci a mente lucida…mi fa accapponare la pelle, comunque…così sia >_<.
    Che posso dirvi di lui? Mi rimprovera sempre di non parlare mai di lui sul mio blog, di non avergli nemmeno fatto una "vera" presentazione ufficiale e io…che posso dire?…Forse perché come tutte le cose belle, uno cerca di proteggerle e tutte le volte che ho parlato di qualcuno/qualcosa a cui tenevo su questo blog…tutto è andato a puttane.
    Comunque…così vuole e così sia.
    Ci siamo conosciuti per i prati di Sufokia. Conobbi prima Nilshad, suo fratello minore, posato, educato, mentre Logaritmo…tutto il contrario -.-’. Anzi, all’inizio la sua parlata romana trasposta in chat…mi dava davvero sui nervi e io e Zorbun non lo portavamo mai con noi :P . Poi, insomma…da cosa nasce cosa…ha dimostrato di sapere anche l’italiano e l’inglese, oltre al romano e…ha "guadagnato punti", lol. Persona piena di interessi e culturalmente stimolante, non hai limiti della pedanteria, con lui…ci si diverte sempre. Abbiam iniziato a giocare spesso insieme, finchè…quando Zorbun ha smesso di giocare, lui e Timur sono rimasti i miei unici confidenti-giocatori in Dofus.
Come con Timur, ci sono stati alti e bassi. È difficile cercare di fissare su carta il rapporto mutevole che hai con le persone…qualsiasi cosa dica, sicuramente…tralascerei qualcosa. A volte mi è stato vicino in momenti brutti, a volte no…a volte l’ho ammorbato troppo fino ad esasperarlo :P .
Abbiamo avuto 2 mesi di allontanamento reciproco. Non ci siamo rivolti la parola. I motivi…onestamente non mi va di dirveli perché sono cose personali :X.
Ora, ci sentiamo quasi tutti i gg anche in real, soprattutto in real, perché…giocando poco…non abbiamo molte altre possibilità. Per ora, "real-parlando", è un buon amico, gli voglio bene, una persona che probabilmente frequenterei pure in real, che altro? È bello come il sole e…questo "aiuta", diciamo :P .  Eh, sì, confesso che…ho perso completamente la testa per lui *sbav* ;P. Simpatico, chiacchierone, non telefonategli mai quando sta guidando, perché da buon romano…avete capito, vero?lol
    Sono felice di come il nostro rapporto stia crescendo in real, continuamente e piacevolmente stupita che da un’occasionale conoscenza dofusiana sia potuta nascere una cosa del genere. Manda a monte tutti i miei bei discorsi sul fatto che on-line non ci si possa far amici e…sono ancora in "fase di elaborazione dati", quindi…non mi sbilancio, ecco.
    Gli mando un bacino e gli auguro una buona giornata!^^ :***
    Ciao a tutti.

L’isola dentro la città

domenica, 2 marzo, 2008

    Oggi, per il Paese della Luna, era un giorno particolare. Il Re e la Regina, come ogni anno, avrebbero aperto al pubblico "l’isola dentro la città". Solo pochi privilegiati, che partecipavano alle cerimonie di rito, avrebbero potuto assistervi, ma c’era sempre qualcuno che cercava di intrufolarsi rischiando l’arresto o che aveva individuato i grattacieli più alti e cercava di salirci per poter intravedere qualcosa dell’isola e della cerimonia.
    Sì, la cerimonia. Durava solo un giorno. Per accedere all’isola si doveva passare attraverso una porta, vicino a una delle chiese che si trovavano vicino al Palazzo Reale e folle di curiosi osservavano stuoli di figuranti vestiti da cavalieri, armigeri, dame e paggetti, tutti che…varcavano quella soglia e…ricomparivano solo al termine della celebrazione. In realtà, una sorta di "pubblico" era ammesso, chiunque avesse pagato una cifra esorbitante e si fosse fatto cucire un abito altrettanto costoso, poteva assistere ai festeggiamenti.
    Quando mancavano pochi minuti alla fine della manifestazione, quello era il momento per entrare, perché le guardie che sorvegliavano l’ingresso erano occupate a far defluire i partecipanti dall’isola in modo ordinato e a controllare che nessuno rimasse intrappolato dentro. In passato era accaduto che qualcuno non riuscisse più a uscirvi, perciò, erano state installate delle simil-colonnine-di-sos su tutta l’isola.
    Non era un mistero come fosse l’isola al suo interno, chi partecipava alla festa, spesso, rilasciava interviste ai giornali il giorno dopo, quindi, a grandi linee, della manifastazione e dell’isola, si sapeva quasi tutto. L’unico problema era che…erano proibite le fotografie al suo interno. Nessuno ne sapeva il motivo, ma il Re e la Regina erano stati tassativi al riguardo. Probabilmente aveva a che fare con la purezza incontaminata dell’isola e il fatto che, se si fosse saputo della sua intrinseca bellezza, orde di studiosi e turisti avrebbero voluto visitarla e questo avrebbe messo i regnanti del Paese della Luna in una scomoda posizione. Anche chi si introduceva nell’isola di nascosto, non aveva mai cercato di scattarne fotografie e diffonderle. Doveva proprio esser un luogo stupendo, se anche il peggior malintenzionato ne restava affascinato al punto da desiderare di preservarla.
    Per quanto riguardava Lu…ehhh…Lu non era una dei fortunati partecipanti alla Giornata nell’Isola Dentro la Città, perciò, non vi aveva mai messo piede. Sapeva che per partecipare bastava iscriversi a una sorta di club, che per tutto l’anno si occupava di creare gli abiti e gli eventi che si sarebbero svolti in quella Giornata. Era una cosa un po’ impegnativa e a Lu più che "partecipare", piaceva "assistere" a questi eventi, ma visto che biglietto e abito costavano quanto il suo fondo per l’università, probabilmente non ci sarebbe mai entrata.
    Era consuetudine ritrovarsi all’inizio della Giornata (che veniva fissata rigorosamente in giorni festivi) all’ingresso dell’isola e guardare la "sfilata" di figuranti che varcava la porticina, spesso c’era persino uno speaker che descriveva gli abiti e faceva illazioni su come si sarebbe svolta ogni anno.
Anche gli amici di Lu spesso assistevano alla sfilata, era piuttosto noioso, ma alla fine era solo un pretesto per ritrovarsi tutti e trascorrere qualche ora assieme. Al termine della sfilata, poi, magari si andava a mangiare qualcosa da qualche parte.
    Quest’anno, causa impegni improrogabili, Lu non vi aveva assistito, ma sapeva che Phil voleva comunque almeno passar davanti alla porticina per vedere se qualche figurante usciva nel tardo pomeriggio. Sì, perché, se si aveva fortuna, qualche volta si poteva intravedere qualcuno che entrava o usciva per andarsi a prendere un caffè o qualcos’altro al bar più vicino.
    Alle cinque del pomeriggio, squillò il telefono, era Phil. Sarebbe passato a prenderla.
    Quando erano ormai arrivati vicino alla chiesa, da cui si accedeva all’isola, Phil le disse che quest’anno voleva entrare, a tutti i costi. Lu gli rispose che era liberissimo di farlo, ma non con lei. Non aveva la minima intenzione di esser arrestata.
    «Ma è sicuro, tranquilla. Un mio amico all’interno mi ha detto che tra pochi minuti finisce e, a quel punto, nella baraonda, nessuno si accorgerà di noi. Ho anche sentito che quest’anno l’accesso è consentito cinque minuti prima della fine della manifestazione», disse Phil, per convincerla.
    «"L’hai sentito" o "ne sei sicuro"?» chiese lei con il solito sguardo da tanto-non-mi-freghi.
   
«Massì, mi pare di sì».
    Lu sospirò con aria sconsolata.
    «E poi cosa vuoi che ci facciano? Che ci mettano in prigione? Al massimo ci faranno pagare una multa!»
    «E la paghi tu la multa?», sbottò Lu.
    «Ok, ok, la pago io, ora però scendi che andiamo, se no non facciamo in tempo».
    Lu scese dalla macchina e poi Phil si appostò dietro un cespuglio che permetteva di spiare, non visti, l’ingresso della porticina.
    A un tratto, le guardie si allontanarono dall’ingresso e Phil fece cenno a Lu di seguirlo, perché quello era il momento giusto. Lu, però, non aveva la minima intenzione di muoversi.
    «Dai, non c’è tempo per discutere!» disse Phil.
    «Ma…io…perché dovrei…», Phil capì che Lu era spaventata e che non si sarebbe mossa di un passo e, anche se l’avesse seguito, probabilmente a metà strada si sarebbe bloccata di nuovo facendoli scoprire, allora la abbracciò e la sollevò di peso e con una velocità inaudita per qualcuno che si era improvvisamente caricato sessanta chili in più addosso, attraversò di corsa la strada che li separava dalla porticina e in un attimo…erano entrati.
     «Ci prenderanno! Non siamo in costume, ci individueranno subito!», bisbigliò Lu, dimenandosi tra le braccia di Phil.
    «Fidati, non accadrà».
    Phil sembrava così sicuro di sè che Lu non osò ribattere e poi il battito del cuore di Phil, la stava tranquillizzando. La stava ancora tenendo abbracciata. Si chiese se, quando l’avrebbe lasciata andare, quella sensazione di pace sarebbe finita oppure no.
     Quando Lu, finalmente, riuscì a smettere di preoccuparsi per quale pena la polizia avrebbe loro inflitto per quell’effrazione e realizzò di trovarsi dentro l’isola, al centro della città, rimase a bocca aperta. Non avrebbe mai pensato che fosse così al suo interno.
    In realtà…non era un isola, era come se la città, al suo interno, si fosse spaccata e in questa spaccatura, tra rocce e scogli, che sembravano fatti dello stesso materiale con cui era fatto il Palazzo Reale, si fosse infiltrata dell’acqua, fino a formare una sorta di enorme lago interno alla città.
    «Vieni», disse Phil, avvicinandosi alla distesa d’acqua che avevano di fronte. L’acqua era molto increspata, come se ci fosse del vento che soffiasse in quella zona, anche se…era impossibile che ce ne fosse, visto che tutte le rocce e gli scogli erano circondati dai grattacieli e dai palazzi della città.
    Phil si muoveva con una sicurezza che lasciava pensare che sapesse esattamente dove si trovava e cosa stesse facendo. Lu lo guardava attonita.
    «Forza, seguimi! Immergiti»
    «Come "immergiti?!" Ma mi bagnerò completamente e poi…come torniamo a casa?»
    «Dai, ma perché devi sempre discutere? Se non mi preoccupo io che devo portarti a casa e sulla mia di macchina, perché devi farlo tu?».
    Spiegazione convincente. Lu si immerse, lentamente, un piede dopo l’altro. La sensazione…era esattamente quella dell’acqua. I movimenti erano rallentati dalla sua densità e i vestiti ondeggiavano, proprio come se si fosse immersi in un liquido acquoso, ma…non erano pesanti e poteva sentire che la temperatura dell’acqua era fredda, molto fredda, ma non si sentiva bagnata. Insomma…sembrava acqua, ma…non era acqua!
    Quando fu ricoperta fino alle spalle di questo liquido, Phil, che la stava tenendo per mano, la strinse più forte a sè e Lu, davvero, non ne capiva il motivo, ma lì tutto era strano.
    Ebbe appena il tempo di dire: «Ma cosa diavolo…» e all’improvviso fu come se un enorme "bolla" li avesse avvolti, in una sorta di atmosfera protetta.
    Lu si guardava attorno senza riuscire a credere ai suoi occhi. Guardò Phil: «Ma tu sei già venuto qui?»
    «No, mai, ma il mio amico mi ha detto esattamente cosa fare, appena varcata la soglia dell’isola. Questa sorta di fluido è capace di riconoscere gli elementi che ci compongono e forma una capsula protettiva che permette di respirare, anche sott’acqua, pensa! Se non ti avessi tenuta stretta, avrebbe formato due capsule distinte e…visto che tremavi come una foglia, forse era il caso che non ti lasciassi girovagare da sola dentro la tua capsuletta, ti pare? Saresti riuscita ad annegare anche lì dentro, ne sono sicuro!», disse Phil, mettendosi a ridere.
    Lu lo guardò con aria imbronciata, però…probabilmente aveva ragione.
    «E ora? Che facciamo? Dobbiamo nuotare per arrivare a dove si svolge la manifestazione?»
    «Se vuoi puoi nuotare, ma la capsula si muove col pensiero e in modo molto più veloce di quanto potresti fare tu con il tuo stile sgangherato!» le rispose, guardandola  con un sorriso di sfida.
     «Ehi, io nuoto meglio di te e lo sai!» sbottò Lu, facendogli una linguaccia e poi realizzò cosa le aveva appena detto: «Come "si muove col pensiero"?!?!»
    «Sta a vedere».
    «Ma cosa…uh…oh», all’improvviso la capsula iniziò a muoversi a pelo d’acqua, a una velocità che a Lu sembrava supersonica, in realtà era poco più veloce di uno scooter.
    «Ma puoi farla andare a qualsiasi velocità tu voglia?».
    «No, più veloce di così non va, sarebbe pericoloso per noi. Ti ho detto che il fluido riconosce qual è la situazione ottimale per consentirci di sopravvivere, direi che trecento chilometri orari non sarebbero affatto "salutari" per noi, qui», ridendo.
    «Ah, beh, sì, in effetti…».
    «Ora dobbiamo navigare immersi nell’acqua, perché la capsula non permette a chi sta fuori di vedere chi c’è dentro, quindi, sicuramente non si accorgeranno che non siamo vestiti con i vestiti d’epoca, però non so se a pelo d’acqua potrebbero comunque individuarci, quindi, meglio esser prudenti. Ti farò vedere la cerimonia da lontano. E comunque ormai dovrebbe essere quasi finita.»
    La capsula si immerse completamente. Lu poteva vedere i pesci muoversi tranquillamente attorno a lei. La fauna di quel mare era davvero bella.
    «Ma i pesci…sono pesci marini?! Pensavo che, essendo l’acqua che circonda il Palasso Reale, acqua dolce…anche i pesci fossero d’acqua dolce» disse Lu.
    «Sì, sono pesci marini. Prova ad assaggiare l’acqua.»
    «Scusa, e come faccio? Siamo dentro la capsula, non posso mica mettere un dito fuori!?!»
    «Prova ora».
    Lu allungò il braccio e, come per magia, la capsula si aprì quel tanto che bastava per farle toccare il fluido con un dito. Era strano. Erano immersi in quella sorta di liquido amniotico, eppure…poteva allungare una mano a toccarlo. Si portò il dito alle labbra e con aria titubante, guardò Phil: «Sicuro che posso mangiarlo? Non è che non è commestibile?»
     «Sì, scema! Non vedi che i pesci ci nuotano dentro?»
    «Sì, però…nuotarci…magari è diverso che mangiarlo e poi…che ne so che non siano pesci transgenici?». Ok, forse pensare che fossero pesci transgenici…era eccessivo. Prese coraggio e si mise il dito in bocca.
    «Bleah…è salata. Ma non salata come l’acqua di mare, però!».
    «Sì, essendo una sorgente isolata dal resto delle altre acque, la quantità di sale è più ridotta»
    «Ah».
    «Siamo arrivati, credo».
    La capsula lentamente riemerse quel tanto che bastava a permettere a Lu e Phil di sbirciare cosa stava accadendo poco distante da loro, ma senza essere visti.
    Quella distesa d’acqua, che si snodava tra scogli e insenature, aveva uno scoglio più prominente degli altri, sul lato destro della costa, e una gran quantità di persone era affaccendata su di esso. Probabilmente era lì che si svolgevano i canti, i balli e i giochi rinascimentali in programma per la giornata.
Alla sua sinistra, Lu intravedeva le torrette del Palazzo Reale. Era tutto molto suggestivo, anche perché il sole, che stava tramontando, creava un effetto rossastro sull’acqua. Si chiedeva come fosse possibile che la luce riuscisse a filtrare in quel luogo così protetto, ma forse…anche questo era come il mistero del vento che increspava la superficie dell’acqua.
    Sullo scoglio la gente iniziava a defluire, si sentiva ancora musica in lontananza, ma probabilmente la manifestazione stava per finire. Ci sarebbe voluta qualche ora perché l’isola si svuotasse.
    «Dai, andiamo, tanto da qui non si vede nulla e ormai hanno finito. Facciamoci una nuotatina», disse Phil.
    La capsula si immerse e Lu vide Phil abbozzare una bracciata a rana, così, lo imitò e si accorse che…poteva nuotare, anche stando nella capsula!
    «Non ti allontanare da me, perché… non so cosa possa succedere, se la capsula si possa rompere o meno e…non ho molta voglia di scoprirlo ora».
    «Va bene».
    Nuotarono un po’, ma l’acqua era davvero fredda. Phil, che stava sempre molto vicino a Lu per evitare che la capsula si rompesse, si accorse che lei stava tremando e decise che era arrivato il momento di tornar a casa. La strinse di nuovo forte a sè, la capsula iniziò a prendere velocità e ritornarono all’ingresso dell’isola.
    Si trattava di superare di nuovo le guardie senza essere visti. Phil fece cenno a Lu di aspettarlo dietro la porta e, appena si fu accertato che le guardie non erano ancora tornate, prese Lu per mano e la strattonò verso l’uscita di corsa.
    Erano salvi. E nessuno li aveva scoperti.
    Appena uscita, Lu si ricordò che quando era entrata in acqua aveva con sè borsa, portafogli e cellulare. Sgomenta, si affrettò a controllare che non si fossero bagnati e…si accorse che erano perfettamente asciutti, anche i vestiti. Phil la guardò con sguardo divertito, mentre Lu si tastava dappertutto per vedere se si era bagnata o meno. Quando Lu si accorse che Phil la stava fissando, si ricompose con la sua solita aria noncurante e la faccia imbronciata. Phil si divertiva a indispettirla e a Lu, sotto sotto, piaceva essere presa in giro da lui.
    Nel piazzale della chiesa videro alcuni amici di Phil, tra cui Lu riconobbe uno dei primi grandi amori di Phil, Carol. Lu si ricordava che Carol non viveva più in paese, si era trasferita chissà dove con il suo attuale fidanzato. Per Phil era stato un trauma vederla andar via e pensò che vedersela di fronte di nuovo non fosse facile per lui e mentre lo osservava con aria assorta, cercando di capire cosa gli stesse passando per la testa in quel momento, vide Carol che aveva iniziato a correre verso Phil. Era angosciata. doveva esser successo qualcosa.
    Tra i singhiozzi, Carol raccontò che lei e il fidanzato erano tornati in visita per assistere alla Giornata nell’Isola Dentro la Città, ma il fidanzato aveva voluto entrare di nascosto nell’isola. Ancora non era tornato e lei era preoccupata che gli fosse successo qualcosa.
    Con una presenza di spirito che un po’ sorprese Lu e un po’ le fece pensare che "era proprio da lui", Phil si fece dare il cellulare di Carol, compose il numero del ragazzo e riattraversò la porticina per accedere all’isola.
    Lu avrebbe voluto fermarlo, ma…trattandosi di Carol, non si sarebbe fermato davanti a nulla, probabilmente. Mille domande le attraversavano il cervello: se le capsule non permettevano, a chi stava fuori, di vedere chi vi era dentro, come avrebbero fatto a trovarsi? E i cellulari prendevano là dentro? Probabilmente sì, visto che il suo non si era danneggiato, stando immerso in quel liquido. E se le guardie li avessero scoperti?
    Passò appena un quarto d’ora, le guardie ancora erano lontane, e Phil ricomparve col fidanzato di Carol accanto. Non essendo preparato a come usare la capsula, si era spaventato e non era più riuscito a controllarla, ma Phil, tramite cellulare, era riuscito a tranquillizzarlo e a insegnargli come usarla.
    «Tutto è bene quel che finisce bene», pensò Lu, anche se stavolta si era spaventata davvero.